Sul deficit dell’Asm Molfetta, i consiglieri dell’opposizione hanno la memoria corta e fingono di ignorare le loro responsabilità. L'opinione di "Quindici" e una nota di Rifondazione comunista
MOLFETTA – Strana opposizione quella del consiglio comunale di Molfetta, da una parte un centrodestra, abituato come il Meloni a fare campagna elettorale perenne. Ma senza argomenti fondati, se non il solito vittimismo alla Giorgia, oppure segnalazioni minime come la cacca del cane che sporca la strada, il buco all’asfalto, l’erba ai lati del marciapiede. Tutti elementi da considerare e segnalare, per carità, ma farlo in modo pubblico, è esagerato. Le segnalazioni minime si possono e si devono fare all’amministrazione comunale, senza inviare comunicati stampa e autocelebrarsi sui social, soprattutto se si è stati già eletti e alle prossime votazioni mancano 5 anni.
I provvedimenti più seri, invece, vanno pubblicizzati, anche per mostrare il lavoro delle opposizioni, ma segnalare la cacca del cane sul marciapiede e chiederne la rimozione, ci sembra il massimo del ridicolo. Eppure per qualcuno questo vuol dire fare opposizione e vantarsene sui social forse perché non si ha nulla da comunicare e poi fa sempre piacere avere e collezionare like. Ma farlo per dimostrare la propria esistenza politica, ci sembra minimale di fronte ai grossi problemi che la città si ritrova in eredità da 10 anni di amministrazioni “ciambotto”, che hanno precipitato Molfetta allo stato attuale.
E, a proposito di ciambotto, gli eredi di quella esperienza amministrativa (definirla politica, ci sembra eccessivo) hanno perso il potere e sembrano inconsolabili e senza rassegnazione. Ma questo fa parte della vita ed è comprensibile. Lo è meno, quello di mostrare facce di bronzo di fronte a situazioni, determinate da loro stessi, per scelte sbagliate o consapevoli errori dovuti a difficoltà o incapacità di affrontare i problemi o, infine, al timore di perdere consensi raccontando la verità ai cittadini.
L’ultimo caso in ordine di tempo, è quello degli enormi debiti accumulati dall’Asm, che “Quindici” ha sempre denunciato, criticando una gestione dell’azienda che ci sembrava incapace di affrontare problemi, forse più grandi delle stesse possibilità degli amministratori.
Invece di prendere il toro per le corna, come si dice, si è preferito tollerare e continuare a gestire l’Asm, per mantenere una poltrona per la coalizione e quindi un posto di sottogoverno nelle partecipate, invece di aderire, come hanno fatto altri Comuni, a consorzi per la gestione dei rifiuti, che avrebbero evitato l’attuale deficit.
L’amministrazione precedente rifiutò l’adesione alla Sanb dell’Aro Ba/1 (Corato, Terlizzi, Ruvo e Bitonto) preferendo gestire in proprio l’Azienda municipalizzata di igiene urbana, anche per garantirsi posti di sottogoverno da occupare, dalla presidenza ai consiglieri di amministrazione? Fu una scelta oculata? Allora, come mai ci ritroviamo con una situazione debitoria preoccupante? Dovrebbero spiegarlo quelli di Molfetta Popolare (leggi Robert e Pino Amato), una delle tante liste civiche del “ciambotto” che non rappresentano una linea politica, ma fanno capo a personaggi della politica locale con l’obiettivo di amministrare la città senza vincoli di partito.
E’ quindi strano che oggi ci si chiedano i motivi del deficit Asm, sostenendo di preoccuparsi dei dipendenti (di chi sono le responsabilità? Chi ha messo a rischio questi posti di lavoro?), quando ieri questa preoccupazione non era stata manifestata e non ci si era impegnati a cancellare un debito così rilevante, quantomeno sostituendo gli amministratori che non erano riusciti a risanare l’Azienda. Quali sono i motivi dei debiti? L’opposizione ex ciambotto questo non lo spiega, né spiega come risolvere la situazione debitoria, della quale non riconoscono alcuna responsabilità per la gestione precedente.
Ma questi “civici” (chiamarli politici ci sembra improprio), credono che i cittadini abbiano l’anello al naso? Non si sono ancora resi conto di aver perso le elezioni perché i molfettesi, dopo 10 anni di errori e disastri, hanno preferito cambiare? Belle facce di bronzo politiche! E va bene che il governo Meloni dà il buon (o meglio) cattivo esempio, negando non solo l’evidente, ma loro, i “ciambottisti” della politica hanno governato e oggi, che sono all’opposizione, hanno dimenticato quello che avevano sostenuto in passato quando erano in maggioranza. La coerenza, insomma, non è certo una virtù di certi politici. E la gente l’ha capito. E forse la decenza, avrebbe consigliato un silenzio dignitoso, come hanno fatto altri. Ma cosa pretendiamo da chi ha cambiato casacca innumerevoli volte, pur di restare al potere!
Questa situazione paradossale ha trovato una risposta nel comunicato di Rifondazione comunista, ieri all’opposizione, oggi in maggioranza al governo della città.
Ecco la nota, che riportiamo testualmente: «Il comunicato stampa di Molfetta Popolare sul futuro dell'Asm è davvero un gesto politicamente poco serio.
Esprime la più viva preoccupazione per le sorti di ASM una forza che è stata al governo nei precedenti anni senza mai esprimere alcuna posizione pubblica di critica alla gestione della precedente presidenza che è durata fino a luglio 2026.
Lamentare che siamo arrivati ad una situazione economico-finanziaria "precaria" e fare finta di scoprirlo solo ora che si è all'opposizione, puniti dagli elettori anche per il disastro gestionale dell'Asm è l’ennesimo tentativo di prende in giro la città da parte di “lor signori”.
Così come è risibile criticare l’istituzione di una Commissione tecnica di tre esperti - che serve a fare il punto di una situazione drammatica - per dare al Consiglio Comunale la possibilità di discutere del futuro di un patrimonio di tutta la città, dopo anni in cui regnava il silenzio e vigeva il terrore nel parlare di ASM in pubblico.
L'unico vero paradosso è che oggi prenda parola su ASM chi dovrebbe avere la decenza di tacere o al massimo spiegare come ha fatto, insieme alla precedente amministrazione, ad affossare una azienda comunale e precipitarla nei debiti.
“Molfetta popolare” dovrebbe spiegare chi, come e quando ha causato i concreti rischi sulla continuità aziendale di ASM e quindi sul bilancio del Comune, invece di recitare solo oggi la parte poco credibile di chi tiene alla tutela dei lavoratori.
Dove era Molfetta popolare quando in questi anni vigeva la cappa di silenzio in azienda e in città sulla mala gestione di Asm?
Perché non hanno tutelato nel recente passato un dialogo franco e aperto con le sigle sindacali che rappresentano i lavoratori ASM?
Dove erano loro e tanti altri che oggi pensano di fare i maestrini? L'attuale Amministrazione ha già incontrato e continuerà a incontrare le organizzazioni sindacali per aggiornare passo passo sulle difficoltà e le prospettive dell'azienda.
La situazione è seria perché ereditiamo una pesante situazione dei conti di ASM e del Comune e siamo noi al lavoro per rimediare ai disastri che anche Molfetta popolare ha contribuito a creare nella sua stagione di governo dal 2022 al 2025.
Non si pensi che i cittadini hanno l'anello al naso e la memoria corta, ma soprattutto non creda “Molfetta popolare” che non verranno a galla tutte le verità sulla dissennata gestione precedente nei luoghi pubblici in cui devono emergere ovvero il Consiglio comunale.
La città saprà, e saprà tutto.
Intanto l’impegno della nuova amministrazione continua, con serietà e metodo, per affrontare e districare una questione di estrema complessità, per assicurare allo spazio pubblico della città la dignità che merita».
© Riproduzione riservata