Molfetta, la costa nord rinasce tra paesaggio rurale e nuove forme di turismo sostenibile
Sopron Engineering guida la progettazione della riqualificazione del tratto costiero tra Torre Calderina e la Basilica della Madonna dei Martiri: circa 3 chilometri di costa da riscoprire e restituire alla città, attraverso una greenway che valorizza gli elementi di pregio del paesaggio, con soluzioni a basso impatto ambientale e collegano gli spazi aperti lungo la costa, favorendone la fruizione
MOLFETTA - Un tratto di costa dove natura, storia e paesaggio si incontrano, custodendo un patrimonio di straordinario valore che, nonostante l'abbandono e il progressivo degrado, conserva intatta la propria identità.
È da questa consapevolezza che nasce il progetto di riqualificazione integrata della fascia costiera di Molfetta Nord, da Torre Calderina alla Basilica dei Madonna dei Martiri, affidato al raggruppamento costituito da Sopron Engineering S.r.l., in qualità di mandataria, Studio Anna Letizia Monti ed Envia.
L'intervento interessa circa 3 chilometri di litorale e attraversa luoghi emblematici del paesaggio molfettese, tra cui Torre Calderina, Cala San Giacomo e la Basilica della Madonna dei Martiri, con l'ambizione di ricucire il rapporto tra la città e il suo mare, fra la valorizzazione paesaggistica e la fruizione attiva da parte dei cittadini.
Il progetto si sviluppa attraverso un gradiente diffuso di naturalità, nel quale la tutela degli ambiti più incontaminati si alterna al recupero delle aree degradate e all'inserimento discreto di un percorso ciclopedonale, aree di sosta e punti panoramici. Un insieme di interventi che accompagna il visitatore alla scoperta delle aree agricole in prossimità della costa, della vegetazione autoctona e delle visuali sul mare, senza imporre trasformazioni invasive, lasciando che siano la natura e il paesaggio a guidarne l'esperienza.
«Abbiamo immaginato una costa che potesse tornare a essere vissuta senza perdere la propria anima. Un luogo in cui l'ingegneria non si sovrappone al paesaggio, ma lo ascolta, ne riconosce le peculiarità e contribuisce a valorizzarle. Il nostro obiettivo è recuperare ciò che oggi appare dimenticato, conservando l'identità di un territorio che appartiene alla storia e alla memoria della comunità», dichiara Angela Sorriso, CEO di Sopron Engineering.
La riqualificazione della costa nord vuole così aprire una nuova stagione per Molfetta: un paesaggio ritrovato, accessibile e rispettato, capace di accogliere nuove forme di turismo lento e sostenibile, senza smarrire quella naturalità che ne rappresenta il valore più autentico.
«I paesaggi che caratterizzano questo tratto di costa sono un patrimonio da valorizzare e rendere fruibile e disponibile per gli abitanti di Molfetta e per i turisti. Il nostro progetto non ha voluto inventare nulla, ma far solo ri-scoprire le visuali, le connessioni fra mare e aree coltivate, la magia di un percorso che è strettamente legato al mare, ma al tempo stesso alla campagna retrostante. Lavorare in un team compostito è stato fondamentale e riteniamo che il progetto abbia messo insieme saperi, visioni, esigenze, ed esperienze differenti con un risultato transdisciplinare efficace», dichiara Anna Letizia Monti, Agronomo del Paesaggio che fa parte del team progettuale.
Il percorso lungo il mare e l’identità rurale
Il tema è ridare vita alla Strada Vicinale San Giacomo, ad oggi oggetto di frane e smottamenti, erosione e arretramento della linea di costa, sversamento di rifiuti e accessibilità limitata.
Vista la marginalità rispetto al centro storico, la minore pressione antropica ha però permesso alla fascia costiera di conservare importanti caratteristiche naturalistiche e paesaggistiche.
Il progetto parte da questa condizione, scegliendo una strategia di rigenerazione misurata e peculiare al sito. Un paesaggio rurale che si rigenera, riscoprendo le radici degli orti disseminati lungo la Strada e aprendo lo sguardo verso il mare.
La strada diventa un corridoio ecologico che collega Cala San Giacomo con Torre Calderina, con aree di sosta e punti di osservazione nelle aree più panoramiche, offrendo ai cittadini uno spazio da vivere durante tutto il corso dell’anno. È questa una nuova opportunità per un’accessibilità dolce ed un turismo lento.
«La sfida progettuale è stata quella di restituire un percorso che si snoda tra terra e mare, invitando l’utente a vivere l’intera costa come un nuovo punto di vista. La Strada Vicinale San Giacomo cessa di essere una frattura marginale e diventa un’infrastruttura ambientale e sociale, capace di generare valore», aggiunge Sorriso.
Dalla protezione della costa alla rinaturalizzazione
La tutela della linea di costa dai fenomeni erosivi rappresenta uno degli elementi centrali dell’intervento. Il progetto è stato sviluppato a partire dallo studio delle condizioni meteomarine e dell’evoluzione della linea di costa, individuando soluzioni compatibili con le caratteristiche dei diversi tratti.
L’approccio ha privilegiato interventi puntuali e a ridotto impatto ambientale, capaci di accompagnare la dinamica naturale della riva e ridurne la vulnerabilità.
Sono previste soluzioni differenziate, dalle stabilizzazioni locali al recupero dei materiali presenti sul posto, fino al riequilibrio della linea di riva e alle tecniche di ripascimento morbido.
Parallelamente, il progetto prevede la rinaturalizzazione della fascia costiera, attraverso il recupero e il potenziamento della vegetazione autoctona della macchia mediterranea e dei biotipi costieri. Il tessuto degli orti periurbani presenti viene salvaguardato nella sua metrica originale, valorizzando il legame tra la terra ed il mare.
Una nuova infrastruttura paesaggistica
La trasformazione della Strada Vicinale San Giacomo in Greenway inizia dal devaping con l’eliminazione dell’attuale pavimentazione in asfalto e la realizzazione di un sistema ad altissima capacità drenante, rifinita con un film protettivo in silicati, vista la vicinanza al mare.
La scelta ha quindi un valore ambientale: maggiore permeabilità significa ridurre il deflusso superficiale delle acque meteoriche, limitare i ristagni e aumentare la capacità naturale del territorio di rispondere agli eventi piovosi. Insieme alla rinaturalizzazione, la nuova pavimentazione in calcestruzzo drenante contribuisce a ridurre l’impermeabilizzazione del suolo e ad aumentare la resilienza del territorio.
Negli slarghi panoramici lungo il percorso è previsto l’inserimento di sistemi di arredo adatto al contesto costiero ed impianti di illuminazione su fonte rinnovabile, con sistemi di videosorveglianza integrati per garantire la sicurezza degli utenti.
Il progetto fa parte della Strategia Urbana Territoriale «Dalla terra al mare», promossa dal polo composto dai Comuni di Molfetta (capofila) Giovinazzo e Terlizzi e approvato e finanziato dalla Regione Puglia per un importo complessivo pari ad € 3.500.000,00, in coerenza con gli obiettivi di rigenerazione, sostenibilità ambientale, accessibilità e valorizzazione del patrimonio costiero.