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Quella bambina venuta dal mare ha commosso il pubblico alla Cittadella degli artisti di Molfetta
22 gennaio 2023

 MOLFETTA - C’è il sapore del mare, l’armonia delle sue onde, ma anche i suoi capricci, le barche che vanno lontano senza meta, ma cariche di uomini e speranze, l’addio alla propria terra delle anime migranti, le notti sotto un cielo di stelle.

Un racconto di viaggio che diventa canto di accoglienza attraverso le parole sussurrate a una bambina per allontanare la paura dell’ignoto e aprire la strada alla vita in un mondo nuovo e diverso, che si spera ospitale.
La migrazione è sempre lo specchio nel quale si riflette la storia, una storia che ci racconta da dove veniamo e dove andiamo, per rompere il silenzio che si vuole imporre alla memoria della nostra umanità inquieta.

Un bel lavoro quello realizzato con “La bambina venuta dal mare” che ha inaugurato, con la rassegna "Sconfinamenti", la Stagione 2022-23 a Molfetta alla “Cittadella degli artisti”: un canto di accoglienza a partire dai versi di Mariangela Gualtieri con Teresa Ludovico e Nabil Bey, che ha registrato un buon successo di pubblico.

Come ricorda l’autrice «Questi versi sono stati scritti per l’arrivo in Italia di Amal, gigantesca bambina burattino alta tre metri e mezzo, animata e molto espressiva, partita dal confine tra Siria e Turchia e in viaggio per tutta l’Europa. La proposta fattami da Teresa Ludovico, regista del Teatro Kismet di Bari, era questa: scrivere versi per la prima tappa italiana di Amal, versi che avrebbe pronunciato la nonna».

L’obiettivo è stato quello di tenere alta l’attenzione sui diritti dei bambini e dei rifugiati.
«Abbiamo costruito questo canto di accoglienza dove i versi della poetessa Mariangela Gualtieri si intrecciano ai canti di Nabil Bey in una mescolanza di lingue e immagini che ci sussurrano che la nostra è una terra di ospitalità millenaria. I nostri antenati attraverso racconti e tradizioni ci hanno tramandato che l’ospite è sacro perché in lui c’è un messaggero divino», dice Teresa Ludovico, voce narrante dello spettacolo con lo sfondo delle onde del mare, delle barche dei migranti e della bimba Amal nei cui occhi si legge la tristezza dell’ignoto e la speranza di una vita diversa.

«Il cammino disegna un sentiero che trasporta narrazioni di terre splendide dal sapore amaro, di origine e di esilio, di appartenenza e di sradicamento, di speranza e disperazione, di luci e di ombre. Storie conservate nei canti berberi del Nordafrica, nella dolcezza delle ninna nanne mediorientali, nei racconti dei Hakawati (i cantastorie) che animavano i luoghi di convivialità levantine, nelle storie del teatro ottomano, il Karakoz, che ha viaggiato nei secoli attraverso tutte le sponde del mediterraneo trasportando e mescolando racconti, lingue e culture», spiega Nabil Bey Salameh che con la sua voce melanconica e i canti berberi del Nordafrica, accompagna tutto il racconto.

Amal in lingua araba vuol dire “speranza” e il suo percorso, tra luci e ombre, approderà a una terra ospitale dove la mescolanza di lingue e immagini potrà diventare arricchimento di culture, ma soprattutto fonte di nuova cultura in un mondo sempre più globalizzato, dove l’uomo, al di là del colore della pelle, della terra di nascita, delle religioni, resta il protagonista della storia del mondo.

Il sindaco di Molfetta, Tommaso Minervini, ha sottolineato anch’egli l’importanza del mare che nella nostra città è diventato strumento di contaminazione e scambio di popoli e culture e resta tuttora il percorso verso un paese di accoglienza, dove nessuno è straniero.

La Rassegna "Sconfinamenti" continua con altri programmi nelle prossime settimane:

Sabato 11 febbraio ore 21  PAOLO SORRENTINO VIENI DEVO DIRTI UNA COSA
di e con Giuseppe Scoditti, regia Gerets

Domenica 12 marzo ore 19  E LA FELICITÀ, PROF? 
adattamento dal libro omonimo e regia Riccardo Spagnulo e Giancarlo Visitilli, con Riccardo Spagnulo

Domenica 26 marzo ore 19  LA STANZA DI AGNESE 
drammaturgia Osvaldo Capraro, di e con Sara Bevilacqua

Domenica 23 aprile ore 19  QUANTO BASTA
scritto e diretto da Alessandro Piva, con Paolo Sassanelli e Lucia Zotti

 © Riproduzione riservata

Autore: Adelaide Altamura
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