MOLFETTA - E’ il senso di curiosità che domina lo spettatore nel momento in cui si ferma davanti ad un’opera di arte contemporanea a guardarla e riguardarla. Così cerca di comprendere cosa si nasconda dietro quelle tele, apparentemente insignificanti, e quegli oggetti, che mai si sarebbe sognato di trovare in una mostra. “postDimensione”, la mostra di arte contemporanea appena inaugurata a Torrione Passari, con la direzione di Giacomo Zaza, nasce proprio come una sfida nei confronti dello spettatore.
Il rapporto opera d’arte-spettatore sembra quasi rivoluzionato, cosicché non è più lo spettatore a guardare l’opera, ma è quest’ultima a guardare lo spettatore.
E’ quanto spiega Alessandro Bulgini, uno degli artisti presenti alla mostra. La sua arte si snoda tra due opposti, la cripticità e l’evidenza. L’atteggiamento con cui lo spettatore può sostare davanti alle sue opere varia a seconda che debba tentare di percepire nella strana lucentezza di una tela semplicemente nera i tratti di un volto, che può apparire soltanto se illuminato da una luce a neon, o che possa quasi “prendersi gioco” dell’opera d’arte, mettendo in movimento gli autoritratti rotanti di Bulgini, come per il “Decollato”.
Curiosa è anche l’arte di Yoko Ono, che pretende di instaurare un forte rapporto comunicativo con chi si ferma davanti alla televisione in cui l’autrice appare con una torcia in mano; sono proprio gli impulsi della torcia a trasmettere un messaggio, I LOVE YOU, che forse espresso a parole, oggi, è diventato quasi scontato e privo di un reale significato.
Totalmente diversa l’arte di Oleg Kulik, che con il suo “Uomo-cane”, cortometraggio del 1995, punta sulla sensibilità degli spettatori, che restano immancabilmente colpiti dalle immagini del degrado della società.
Insomma, una mostra che mette insieme tra le pareti di Torrione Passari a Molfetta mondi e dimensioni molto diversi, una mostra da vedere e che resterà nel nostro Centro Storico fino al 31 ottobre.
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