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Creazione e redenzione
05 aprile 2026
M
irabiliter condidisti, et mirabilius reformasti.
La Pasqua intesa come evento centrale della vita del cristiano e culmine della sua salvezza è l’opera mediante la quale Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, sceglie di donare la vita per l’umanità, attraverso la morte in croce, la sepoltura negli inferi e la resurrezione alla vita. Uno degli elementi fondamentali della riflessione teologica sul tema della Resurrezione è quello per cui la Pasqua è posta in relazione alla Creazione. Questa è l’atto con cui Dio con il suo soffio vitale, lo Spirito Santo, crea l’essere umano. Michelangelo, nella creazione di Adamo, immagina l’atto creatore nell’incontro tra il dito di Dio e quello dell’uomo, che si sfiorano ma non si toccano. Questa immagine nell’interpretazione comune significa un incontro che sta per realizzarsi: quando le due dita si toccano nasce la vita; Dio crea l’uomo. La Pasqua è la nuova Creazione nella Redenzione. La relazione tra i due gesti divini è presto detta: con il primo Dio ha creato l’uomo, gli ha dato la vita, la libertà. E, nell’esercizio errato di quest’ultima, l’uomo ha peccato. Con il peccato è iniziata una storia di disobbedienza che ha generato violenza tra gli uomini nel mondo. Con il secondo gesto Dio, per mezzo di Gesù Cristo, ha ri - creato l’uomo ovvero lo ha redento, lo ha salvato dal peccato e dalla morte. La teologia afferma che se mirabile è stata la creazione, più mirabile è stata la redenzione. E questo perché, in sintesi, se la creazione è stata un’opera grandiosa perché ha dato vita all’essere umano, immagine somigliante di Dio, ha dato bellezza, ha dato libertà e possibilità di ogni realizzazione, la ri - creazione è stata ancora più grande perché è avvenuta nel sacrificio della croce, a prezzo di una vita, la vita di Dio. Questo vuol dire che la salvezza dell’uomo è costata la vita stessa di Dio. Si può pensare e osar dire che l’amore divino dell’atto redentivo è stato più grande dell’amore divino dell’atto creativo. In altre parole: l’amore per cui Dio ha redento l’uomo è più grande dell’amore per cui Dio lo ha creato. La storia di oggi: si assiste ad un genere umano che continua a nascere come atto creatore dell’amore divino attraverso l’amore degli uomini: atto di libertà, di pura donazione, tra lo stupore, il miracolo e la bellezza. E si assiste ad un genere umano che dà morte, dà violenza, attraverso il peccato e il male sempre più grandi nel mondo. L’uomo uccide, e continua ad uccidere senza un senso, senza un domani. È in atto una ferocia senza precedenti, tale da mettere in dubbio persino l’azione di Dio, che sembra si sia arreso alla follia umana di violenza e di morte. Non è così. Dio fa silenzio, Dio piange, Dio assiste. Ma Dio agisce. E lo fa servendosi di uomini che oggi celebrano la Pasqua, convinti che la vita vince la morte, che il bene vince il male. Questi uomini sembrano ridisegnare l’opera dell’atto creatore di Michelangelo, consapevoli del fatto che non basta che Dio sfiori il dito dell’uomo per dargli vita. È necessario che lo tocchi, che la sua mano incontri quella dell’uomo per aiutarlo, per tirarlo su. La ri - creazione è più difficile della creazione. Ed è proprio così. Si tratta di stabilire un contatto vitale che non può e non deve interrompersi. L’uomo per risollevarsi dalla sua condizione di male, deve accogliere la mano tesa di Dio, pronto a guarirlo, a sanarlo, a risanarlo. Solo così può ritornare alla vita, dare un nuovo inizio, riscrivere la storia perché diventi storia di salvezza. Tornare a Dio: questa è la Pasqua. Auguri
Vincenzo Di Palo
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