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“Non sarò l’uomo solo al comando, ci sarà una leadership collettiva”, Manuel Minervini il candidato sindaco di Rifondazione si presenta alla città. Ricostruire Molfetta dopo i disastri di Tommaso Minervini e dei cosiddetti esperti (della cementificazione selvaggia)
Manuel Minervini si presenta alla città
29 marzo 2026

 MOLFETTA - “E invece no e ancora no. Basta con l’esperienza dei politici di professione, basta con sedie vuote alle riunioni del Consiglio comunale quando si deve discutere di temi fondamentali. Siamo nell’aula della partecipazione e del confronto, abbiamo vissuto anni umiliati, cancellati, ci riprendiamo questa sala. Manuel Minervini rappresenta una generazione che ha capito che la politica o la fa o subisce la situazione, una generazione che si è mobilitata per Gaza e ha detto no alla delegittimazione giustizia. Abbiamo un’idea di città per la quale si lavora da tanto tempo, contro quell’idea di città che ha pensato di lasciare il proprio destino nelle mani di qualche studio professionale; quell'epoca è finita e la partecipazione e l’entusiasmo strabordante di questa sera ne è la dimostrazione”.

Pasquale de Candia, segretario della sezione locale del partito della Rifondazione Comunista, non ha dubbi: la presenza massiva nell’Aula consiliare per la presentazione della candidatura a Sindaco di Manuel Minervini è la conferma della necessità di un cambiamento, un’urgenza.

Parole confermate dal dott. Mimmo Casamassima del Partito Socialista, in rappresentanza di Spazio Riformista in cui convergono Italia Viva rappresentata dal dott. Ottavio Balducci e Leonardo Siragusa per Movimento “Molfetta che vogliamo “.

“Siamo qui per parlare della nostra città, la politica deve tornare a essere servizio responsabilità, c'è bisogno di voltare pagina, di una guida che sappia unire e non dividere, una guida che sappia decidere, la giovinezza è una risorsa giovane ed entusiasta, e come spazio riformista ci siamo trovati d'accordo sul nuovo. Prendiamo atto che dall’anno 2001 abbiamo perso undicimila abitanti. C'è bisogno di rimettere un po' di ordine un Piano Unico Generale senza consumo di suolo, che metta al centro i giovani. Per noi la politica non è solo costruzione ma attenzione ai bambini anziani. Servono uffici che sappiano funzionare. La candidatura di Manuel Minervini non è solo per dare un sindaco ma per dare una strada.  O decidiamo di andare avanti col solito minestrone o decidiamo di intraprendere una nuova strada”.

Demos c’è. Lino Renna conferma che la candidatura di Manuel Minervini ha il sostegno di Democrazia Solidale, la cui dirigenza proviene dalla comunità di Sant’Egidio. “Cos'è la politica? E’ l'arte nobile della gestione del bene comune e di nobile questa amministrazione non ha nulla. Il programma non si scrive nelle stanze, il programma lo dobbiamo scrivere insieme”.

Occorre guardare la storia dei Molfetta, che non ha una sua linearità, ha due oscillazioni, afferma Manuel Minervini.

“La Molfetta di agricoltura e pesca e un'altra, quella dell’industria, poi un Molfetta di crisi economica di emigrazione e chi non è riuscito ad emigrare, ha abbraccio la navigazione, una capacità di impresa un individualismo positivo che tutti ci riconoscono ma che diventa, a lungo andare, patologia. Siamo da vent’anni in una bolla speculativa dell'edilizia, di interessi, una città che si è allontanata e che si è chiusa nel microcosmo individuale. Vorrei portare la mia generazione in prima fila. Ci dicevano che eravamo molto giovani e c'erano gli esperti, ma abbiamo iniziato a capire. Abbiamo raccolto le inquietudini dei residenti per il problema amianto del pala Fiorentini, della distruzione degli alberi in via don Minzoni, e la questione lama Martina che avrebbero voluto trasformare in parco urbano, incuranti del ruolo fondamentale delle lame per il rischio idrogeologico.

Non sarò l'uomo solo al comando ma ci sarà una leadership collettiva, una città tutta unita per cambiare. Chiedo a tutte le forze riformista di converge sulla mia candidatura, penso al movimento Rinascere  e invito tutti ad una passeggiata nel territorio della città che tocchi Torre Gavetone, penso  a un  piano delle coste che aumenti la percentuale delle spiagge pubbliche e quello attuale  non è coerente con il piano regionale, penso alla cosiddetta vasca di colmata , un ulteriore scempio ambientale, senza dimenticare i problemi del centro storico, di Rione Paradiso e del nuovo 167, quartieri distaccati dal centro che si è spento per chiusura degli esercizi commerciali e quando si abbassano le saracinesche subentrano problemi di sicurezza. Non abbiamo bisogno dell’esercito, c’è bisogno di una città viva, operosa. Non dimentichiamo che siamo attraversati da una crisi climatica che investe anche la nostra città, fare anche in modo che lo sport sia per tutti non solo per pochi. Il porto ci ha rubato i tramonti è vero ma la questione porto occorre risolverla, siamo quelli del fare le cose per bene, rivedere il piano regolatore portuale e con un business planner portare Molfetta nell’ Autorità portuale di Levante. La città non è loro. È dei molfettesi e noi siamo quelli della protesta e della proposta. Approfondiamo i temi della disabilità. Il Commissario prefettizio ha aumentato il contributo per i servizi alle persone con disabilità, famiglie già provate dalla gestione di persone fragili. Siamo in un inverno demografico anche perché solo un bambino su tre ha accesso all’asilo nido comunale”.

L’ing. Manuel Minervini sostenuto da tre liste di ispirazione politica e dalla lista di supporto alla sua candidatura, è diretto, non usa mezzi termini.

“E in un tempo in cui molti hanno perso fiducia nella politica, noi vogliamo dimostrare che la politica può ancora essere una cosa seria e utile, se è fatta con passione e responsabilità”.

E’ cosa buona e giusta.

© Riproduzione riservata

Autore: Beatrice Trogu
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