“Coraggio Democratico” di Molfetta chiede il commissariamento della sezione Pd di Molfetta che ha tradito il centrosinistra
La costola del partito che ha aderito alla coalizione di centrosinistra chiede l’intervento dei dirigenti del partito per sanzionare la sezione locale che si è schierata col “ciambotto tris”
MOLFETTA – Il gruppo del Pd “Coraggio Democratico” non allineato con Piero de Nicolo e il segretario del Pd Alberto D’Amato, che ha deciso di sostenere il candidato del centrosinistra Manuel Minervini, ha reagito alla notizia che il PD di Molfetta non avrebbe sostenuto la coalizione di centrosinistra, ma il cosiddetto “ciambotto tris” formato dalle liste civiche che hanno sostenuto l’ex sindaco Tommaso Minervini e che hanno fatto parte della passata amministrazione, un gruppo trasformista, che vuole riproporre lo stesso schema del passato.
Una notizia che ha suscitato scalpore in città, dove ci si chiede se questa scelta sia stata avvallata dai vertici provinciale e regionale del partito e addirittura dal presidente della Regione Puglia Antonio Decaro.
Così ha deciso di inviare una lettera alle segreterie provinciali, regionali, dell’area metropolitana e di Molfetta, chiedendo l’intervento degli organi responsabili per ricomporre la situazione non più sostenibile. In pratica, si chiede il commissariamento della locale sezione.
Ecco il testo della lettera:
«Gentilissimi,
la scrivente Area Politico-Culturale denominata “Coraggio Democratico”, recentemente costituitasi all’interno del Circolo PD di Molfetta, ritiene ormai necessario e non più procrastinabile un immediato intervento di Codesti Spettabili Organismi Dirigenti del nostro Partito, al fine di ricomporre un quadro divenuto non più sostenibile, in vista delle elezioni amministrative che si svolgeranno il 24 e 25 maggio p.v.
Come noto, infatti, nel corso dell’Assemblea di Circolo svoltasi mercoledì scorso, 8 aprile, è stata approvata a maggioranza (con il nostro voto contrario) una mozione finalizzata a collocare il Partito Democratico di Molfetta a sostegno della candidatura dell’Avv. Pietro Mastropasqua, già candidato sindaco di Fratelli d’Italia nel 2022, postosi ora a capo di una coalizione civica e trasversale che raccoglie liste civiche di centrodestra e l’intera coalizione che ha sostenuto l’amministrazione uscente, cui il PD ha fatto opposizione per quattro anni (sino al suo scioglimento anticipato).
Tale decisione ha determinato una frattura profonda nel campo del centrosinistra che, oggi, è tutto compattamente schierato a sostegno della candidatura dell’Ing. Manuel Minervini, su cui convergono Movimento 5 Stelle, AVS, Rifondazione Comunista, DEMOS, “Rinascere” (la lista che esprime il consigliere regionale di “Prossima”, Felice Spaccavento), Spazio Riformista (nata dall’alleanza tra Italia Viva, Partito Socialista Italiano e una lista civica di area) e un’altra lista civica nata da esperienze associative radicate nel campo progressista (“Più di così”).
Di fatto, quindi, contrariamente a ogni indicazione proveniente dal Partito Democratico a livello nazionale, il PD di Molfetta sceglie di rompere il fronte del cosiddetto “campo largo” e di collocarsi in una non meglio identificata “coalizione civica” che, come ammesso direttamente dal candidato sindaco Mastropasqua in recenti dichiarazioni pubbliche, si pone al di là delle coalizioni politiche, non riconoscendosi in nessuna di queste. Si tratta, quindi, del solito coacervo civico, indistinto e informe, che tiene dentro trasformisti, opportunisti politici e “zompafossi”, perpetuando una logica che, negli scorsi anni, ha già tanto nuociuto al nostro territorio (e a molti altri, in Puglia).
Avevamo auspicato, in questa circostanza, un radicale cambio di passo nella direzione sempre indicata dalla nostra Segretaria Nazionale, Elly Schlein, ma evidentemente questo non è avvenuto.
Come può il Partito Democratico rinunciare alla sua identità, alla sua storia, alla sua strategia politica (e cioè quella di costruire ovunque una coalizione politica chiaramente riconoscibile, che possa, il prossimo anno, alle elezioni politiche, competere con la destra per il governo del Paese), per rincorrere, in una città così importante, una prospettiva che tradisce il senso stesso della sua esistenza, come architrave del centrosinistra a tutti i livelli territoriali?
Sarebbe inutile, ora, recriminare su tutto il tempo perso in questi mesi, nonostante le nostre ripetute sollecitazioni, per un intervento deciso che evitasse questa situazione, ampiamente prevista e prevedibile.
Ora, dinnanzi allo smarrimento di tanti iscritti, militanti e simpatizzanti del Partito Democratico (molti dei quali restano fuori dal nostro Circolo proprio per marcare la distanza profonda sulla sua attuale gestione a livello locale) è giunto il momento di intervenire.
Il PD non può assumersi la responsabilità, nel Comune più grande della provincia di Bari che va al voto in questa tornata elettorale, di rompere l’alleanza di centrosinistra, né possiamo immaginare che sia completamente assente dalla competizione elettorale. Siamo a poco più di dieci giorni dalla presentazione delle liste, e il PD di Molfetta è semplicemente allo sbando, con articoli di giornale e servizi televisivi quotidiani che evidenziano questa condizione di crisi profonda, alimentando la sfiducia del nostro stesso elettorato.
Per queste ragioni auspichiamo e chiediamo, formalmente, l’intervento di Codesti Spett.li Organismi dirigenti affinché vengano assunti, nell’immediatezza, i più opportuni e decisi provvedimenti per consentire al PD di avere una propria voce in questa campagna elettorale.
In attesa di cortese riscontro».
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