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Un piano sociale di zona inadeguato e con molte criticità Le osservazioni di Domenico Gagliardi (Molfetta libera)
15 ottobre 2023

Il Consiglio Comunale ha approva to il V Piano Sociale di zona 2022 2024 inerente l’ambito Molfetta - Giovinazzo. Il Piano di Zona è lo strumento che la legislazione indica per l’attivazione di una “rete di servizi integrati” in am bito sociale e socio sanitario. L’articolo 19 della legge 328/2000 (Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali) assegna ai comuni associati il compito di tutelare i diritti della popolazione attraverso la de finizione di un Piano di Zona degli in terventi sociali e socio sanitari. Il Piano Sociale di Zona è il documento di pro grammazione che include tutti i servizi sociali e sociosanitari assicurati, in forma associata, sul territorio dell’Ambito Ter ritoriale di Molfetta-Giovinazzo per il conseguimento degli Obiettivi di Servi zio individuati non solo nella program mazione regionale ma anche in ragione delle specifiche caratteristiche della do manda sociale rilevata su base locale. I servizi sono gestiti in forma diretta dall’Ambito o affidati a soggetti terzi in dividuati attraverso procedure ad eviden za pubblica. Il Piano di zona rappresenta, quindi, senza dubbio l’architrave su cui fonda il Welfare della nostra comunità. Alla luce della rilevanza di questo do cumento e dell’impatto che questo rive ste per tutta la comunità Molfetta Libera (Area Pubblica – Sinistra Italiana) con il proprio consigliere comunale Domenico Gagliardi ha fatto rilevare criticità, pro posto suggerimenti e avanzato proposte concrete. Riguardo le criticità evidenziate nel corso della seduta della massima assi se cittadina si è evidenziato quanto segue: - assenza di una programmazione organi ca, poca previsione e molta casualità nella scelta delle misure contro la povertà e so prattutto contro la povertà estrema; - Scarso coinvolgimento degli attori so ciali (associazioni, sindacati, enti del ter zo settore) nonostante il ruolo centrale che questi occupano proprio in tema di socialità; - carenza di politiche mirate alla gestione delle problematiche adolescenziali nono stante molti studi clinici dimostrino che i soggetti di età compresa tra i 13 e i 18 anni sono a maggior rischio di devianza (e tra queste il sempre più diffuso e allar mante fenomeno delle baby gang presen ti in città); - inesistenza di un piano per risolvere o perlomeno arginare la sempre più com plessa emergenza abitativa; - esclusione di progetti, borse lavoro etc. dedicate a pazienti psichiatrici; - mancato riferimento a progettualità tese alla integrazione della popolazione immi grata. Il supporto di uno sportello spe cifico che possa fornire supporto legale, sanitario e amministrativo sarebbe assolu tamente fondamentale al riguardo; - assenza di politiche educative, di for mazione e contrasto all’omolesbo bitransfobia. Tali politiche sono da considerarsi centrali soprattutto per pre venire forma di intolleranza perpetrate in relazione ad orientamento sessuale ed identità di genere. A causa delle evidenziate criticità il con sigliere Gagliardi (insieme a tutte le al tre opposizioni) si è astenuto in sede di voto ma, in uno spirito di collaborazione fondamentale in un tema tanto centra le quale quello delle politiche sociali, ha avanzato le seguenti proposte: - intercettare il più possibile i potenziali cittadini che potrebbero usufruire di adi (assistenza domiciliare integrata) e sad (assistenza domiciliare socio assistenzia le) e soprattutto monitorare in modo puntuale e sistematico i bisogni nonché pubblicizzare al massimo questi due im portanti servizi tra i potenziali fruitori di questi servizi di enorme pregio e ri levanza; - avviare di un servizio di educativa di strada per avvicinare direttamente dalla strada i potenziali ragazzi a rischio attra verso un coinvolgimento che passa attra verso operatori esperti nel settore della integrazione; - dare vita ad una Task force per l’in clusione degli ex detenuti attraverso progetti che ne stimolino una reale rie ducazione e una fattiva reintegrazione in comunità attraverso il lavoro e l’impe gno per la società; - aumentare i compensi orari da corri spondere agli operatori del servizio civico (attualmente bassissimi e inidonei a gra tificare adeguatamente l’operatore impe gnato in favore della città). © Riproduzione riservata

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