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Pensieri di pace in parole e musica: Nichi Vendola emoziona nel nome di don Tonino Bello Ennesimo successo per la Fondazione Valente e per il Festival Inflammatus
28 marzo 2023

MOLFETTA – La Fondazione “Vincenzo Maria Valente” ha abituato il suo pubblico a manifestazioni di alto livello artistico e di intense emozioni ma con il concerto “Pensieri di pace in parole e musica”, che ha inaugurato l’edizione 2023 del Festival “Inflammatus”, ha superato anche gli elevati target già raggiunti.

Il numeroso pubblico che ha gremito la chiesa San Domenico ha seguito con attenzione e con grande emozione la testimonianza del giornalista e poeta Nichi Vendola, il quale ha ricordato don Tonino Bello attraverso riflessioni e aneddoti personali, rendendo quasi tangibile la presenza del sempre compianto presule (come ha sottolineato il presidente della Fondazione, Marcello Carabellese).

Nichi Vendola, con la sua grande sensibilità poetica, ha tracciato un intenso profilo del venerabile don Tonino, evidenziando come il presule sia «entrato nelle nostre case e nelle nostre parrocchie portando conforto, scompiglio, stupore, speranza, misericordia e scandalo, lo scandalo di un’apertura incondizionata all’ascolto dell’umano, all’etica dei volti, a quella convivialità delle differenze…» e come la sua parola sia stata estremamente coerente con i suoi gesti.

Nella figura tracciata dall’on. Vendola non è mancato il riferimento all’amore per i poveri, semplice e diretto, o all’impegno per costruire la pace e l’esperienza del viaggio a Sarajevo.

Ne è scaturito un profilo di don Tonino come dono ma anche come spina nel fianco delle nostre coscienze, la cui radicalità non può e non deve essere sterilizzata. Da qui consegue l’esortazione a «riprendere il cammino sui sentieri di Isaia» in un momento, come quello attuale, in cui «la pace è la rivoluzione di cui c’è urgenza». Non a caso Nichi Vendola ha riferito della missione di pace di alcuni volontari che stanno portando a Kiev non armi ma un’opera sacra e una toccante preghiera per la pace.

Per il sindaco Tommaso Minervini il vero miracolo di don Tonino Bello è stato quello di «far incontrare mondi che nel Novecento erano opposti».

La serata è proseguita con l’esecuzione del Requiem di W.A. Mozart K626, dedicato alle vittime delle guerre, dei naufragi e dei terremoti, come ha precisato il direttore artistico della Fondazione Sara Allegretta.

Il Requiem, proposto in una particolare versione per soli, coro e pianoforte, è stato diretto dal M° Sabino Manzo e ha visto l’esibizione del soprano Maria Silecchio, del mezzosoprano Margherita Rotondi, del tenore Francesco Amodio, dal baritono Matteo D’Apolito e dalle corali “Florilegium Vocis Choir” e Polifonica “Biagio Grimaldi” di Bari.

I calorosi applausi hanno convinto l’ensemble a concedere il bis, con la magistrale esecuzione del mottetto Ave Verum Corpus in Re maggiore K618 di W.A. Mozart.

Prossimi appuntamenti in cartellone avranno come protagonista la musica barocca: sabato 1 aprile, nella chiesa San Pietro, andrà in scena “Caravaggio, genio tra luci e ombre”, mentre domenica 9 aprile si terrà il Concerto di Pasqua intitolato “Splendori Barocchi”.

@Riproduzione riservata

Autore: Isabella de Pinto
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