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Morte di Annibale D’Elia, anche il cordoglio dell’amministrazione comunale di Molfetta Il dirigente regionale è morto a 56 anni in un incidente in moto sulla costa a sud di Bari. Aveva appena partecipato ai lavori del Consiglio regionale. Il suo percorso professionale si era intrecciato con quello di Guglielmo Minervini, nella stagione in cui le politiche giovanili pugliesi diventarono un laboratorio di innovazione e partecipazione
Annibale D'Elia con Guglielmo Minervini al tempo di Bollenti spiriti
21 ottobre 2026

 MOLFETTA – Anche l’amministrazione comunale di Molfetta si è unita al cordoglio per la morte di Annibale D’Elia, protagonista della stagione di “Bollenti spiriti” con l’assessore regionale Guglielmo Minervini. «L’Amministrazione Comunale di Molfetta e tutta la città di Guglielmo Minervini mandano un ultimo, commosso e grato abbraccio ad Annibale D’Elia, inventore di futuro, generatore di speranza, mente libera, grande pugliese».

La Puglia perde una delle figure che più hanno contribuito a ripensare le politiche pubbliche per i giovani e l’innovazione sociale. Annibale D’Elia, 56 anni, direttore del dipartimento Cultura della Regione Puglia, è morto in un incidente stradale mentre viaggiava in moto lungo la strada che collega San Giorgio a Torre a Mare, nella zona meridionale di Bari. Per cause ancora da accertare, avrebbe perso il controllo del mezzo, finendo contro un muretto. I soccorritori del 118, intervenuti sul posto, non hanno potuto fare nulla per salvargli la vita.

Sul luogo dell’incidente è arrivato anche il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, mentre la polizia locale ha avviato i rilievi per ricostruire la dinamica dell’accaduto.

La tragedia si è consumata al termine di una giornata di lavoro istituzionale. D’Elia aveva infatti preso parte alla seduta del Consiglio regionale, seguendo anche l’approvazione della nuova legge sugli affitti brevi, un provvedimento al quale aveva lavorato insieme alla struttura dipartimentale da lui diretta.

Decaro lo aveva nominato alla guida del dipartimento Cultura il 14 luglio scorso, richiamandolo da Milano, dove ricopriva un incarico dirigenziale presso il Comune. Una scelta che aveva riportato in Puglia un professionista con una lunga esperienza nell’amministrazione pubblica, nella progettazione di politiche innovative e nel sostegno alle nuove forme di imprenditorialità.

Il legame con Molfetta e Guglielmo Minervini

Per Molfetta, la scomparsa di Annibale D’Elia assume un significato particolare. Il suo nome è legato a una delle esperienze più innovative della storia recente della Regione Puglia: Bollenti Spiriti, il programma che, tra il 2007 e il 2015, contribuì a trasformare il modo di considerare le giovani generazioni, riconoscendone capacità, creatività e potenzialità imprenditoriali.

In quella stagione D’Elia fu uno dei collaboratori più vicini a Guglielmo Minervini, allora assessore regionale alle Politiche giovanili. Insieme lavorarono a un progetto che non si limitava a offrire opportunità ai ragazzi pugliesi, ma cercava di renderli protagonisti dei processi di cambiamento delle comunità in cui vivevano.

D’Elia guidò l’ufficio regionale Politiche giovanili e Legalità, contribuendo alla realizzazione di iniziative che sostenevano l’attivazione dal basso, la nascita di imprese, il recupero di spazi e la costruzione di nuove forme di partecipazione. Un lavoro che fece della Puglia un punto di riferimento nazionale nel campo delle politiche giovanili e dell’innovazione sociale.

Non si trattava soltanto di finanziare progetti, ma di riconoscere ai giovani la possibilità di ideare e realizzare iniziative capaci di incidere sulla vita collettiva. Una visione che si distaccava nettamente dall’idea delle nuove generazioni come problema da gestire, per considerarle invece una risorsa fondamentale per lo sviluppo del territorio.

L’esperienza maturata in Puglia portò D’Elia anche all’interno della task force del Ministero dello Sviluppo Economico dedicata alle startup innovative, ampliando il suo impegno nel campo dell'imprenditorialità e delle nuove forme di economia.

Una vita professionale dedicata all’innovazione

Laureato in Scienze Politiche all’Università di Bari, Annibale D’Elia aveva manifestato precocemente una particolare attenzione per l’impresa, la progettazione e le trasformazioni sociali. Era stato tra i fondatori di una cooperativa che nel 2000 ricevette il riconoscimento di migliore giovane impresa d’Italia. Nel 2016 aveva inoltre contribuito alla nascita di Innovare x Includere, un think tank impegnato sui temi dell’innovazione e dell’inclusione.

Il suo percorso professionale si era sviluppato attraverso esperienze diverse, mantenendo però un filo conduttore preciso: cercare soluzioni nuove ai problemi concreti, senza aspettare che tutte le condizioni fossero favorevoli.

Un orientamento che aveva illustrato anche incontrando gli studenti durante un laboratorio universitario. Il punto di partenza, spiegava, non doveva essere la ricerca di una situazione ideale, ma la capacità di confrontarsi con la realtà esistente e di individuare, proprio dentro le difficoltà, le possibilità per costruire qualcosa di diverso.

Un approccio pragmatico, lontano dalle formule astratte, che aveva accompagnato il suo lavoro nella pubblica amministrazione e nei progetti di innovazione sociale.

Il dolore della Regione e della città

La notizia della morte ha suscitato un cordoglio ampio e trasversale. Il presidente del Consiglio regionale, Toni Matarrelli, lo ha ricordato come un «uomo luminoso nei valori, nel talento, nella professionalità, nel sorriso», restituendo con poche parole il ritratto di una persona apprezzata non soltanto per le competenze, ma anche per le qualità umane.

Profondo dolore è stato espresso anche dal sindaco di Bari, Vito Leccese, mentre la scomparsa ha colpito quanti avevano condiviso con D’Elia esperienze amministrative, professionali e progettuali.

Per chi aveva lavorato con lui alla costruzione di Bollenti Spiriti, il lutto si accompagna al ricordo di una stagione nella quale la Regione Puglia aveva provato a cambiare prospettiva, investendo sulle energie giovanili e sulla capacità delle comunità di generare nuove opportunità.

Un’eredità che parla ancora ai giovani

La morte di Annibale D’Elia arriva in un anno particolarmente significativo per Molfetta, che ricorda il decennale della scomparsa di Guglielmo Minervini. Il loro legame professionale e umano riporta alla memoria un percorso condiviso, fondato sulla convinzione che la politica potesse essere uno strumento per liberare energie, promuovere autonomia e favorire il cambiamento.

D’Elia fu parte importante di quella visione, traducendo le intuizioni in programmi, strutture e opportunità concrete. Se Minervini aveva contribuito a indicare una direzione politica e culturale, il lavoro del suo collaboratore aveva concorso a darle forma e continuità attraverso l’azione amministrativa.

Con Bollenti Spiriti, la Puglia aveva tentato una scommessa coraggiosa: smettere di considerare i giovani come destinatari passivi di interventi pubblici e riconoscerli come soggetti capaci di progettare il proprio futuro e quello del territorio.

È questa l'eredità che la scomparsa di Annibale D’Elia consegna a chi resta. Non soltanto il ricordo di un dirigente competente e di un professionista dell’innovazione, ma la testimonianza di un modo di intendere il lavoro pubblico come occasione per costruire possibilità, anche quando le condizioni sembrano difficili.

Una lezione che oggi, nel dolore, torna a interrogare la politica e le istituzioni: il futuro non si aspetta che arrivi da solo. Si costruisce, giorno dopo giorno, dando fiducia alle persone e mettendole nelle condizioni di esprimere il meglio di sé. 

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