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Molfetta, città dell’antifascista Gaetano Salvemini, cancelli la vergogna del repubblichino Giorgio Almirante. Un lettore scrive a “Quindici” Il sindaco Tommaso Minervini che si definisce salveminiano, non ha mai accolto l’invito delle forze di sinistra, ma anche della maggioranza della città, a ridare dignità alla nostra comunità
17 settembre 2023

 MOLFETTA – Resiste ancora a Molfetta l’intitolazione di una strada al fascista repubblichino Giorgio Almirante. Nonostante i tentativi della sinistra di far cambiare nome alla strada, il sindaco ha opposto resistenza per non dispiacere la destra che lo ha sostenuto e lo sostiene.

Un cittadino, Elio de Nichilo, ha scritto a “Quindici” chiedendo che, in occasione delle giornate salveminiane, la nostra rivista possa rilanciare questo desiderio civile e democratico condiviso dalla maggioranza dei cittadini. Lo facciamo volentieri.

Ecco la sua lettera: «Spett.le Redazione, in questi giorni si stanno svolgendo le giornate salveminiane, nome illustre della nostra città e del nostro Paese, un uomo che ha combattuto il fascismo rimanendo coerente alle sue idee ed ai suoi valori.

Purtroppo, la nostra città? non è solo la città? di Gaetano Salvemini ma anche la città? in cui esiste una via dedicata a Giorgio Almirante. Se qualcuno se ne fosse dimenticato, sono stati gli individui con le stesse idee di Giorgio Almirante a costringere all'esilio Gaetano Salvemini, ad assassinare Giacomo Matteotti, a perseguitare ebrei e tutti i non allineati al regime totalitario di Benito Mussolini.

E’ una vergogna che nella città? di Salvemini sia presente anche uno spartitraffico dedicato ad un fascista. Uno dei motivi del declino della nostra città è lo smarrimento della memoria storica, delle radici e dell'orgoglio della comunità.

Spero che questa questione possa essere rilanciata dal vostro giornale anche nell'ambito delle giornate salveminiane.

Grazie a coloro che parlano e studiano il pensiero di Gaetano Salvemini senza trasformarlo in un elemento di folklore ma sottolineandone la spina dorsale valoriale ed il suo coraggio di antifascista. Cordiali saluti».

Il sindaco Tommaso Minervini che continua a definirsi salveminiano dovrebbe trovare il coraggio di cancellare questa vergogna dalla città di Molfetta, che ha avuto un grande antifascista come Gaetano Salvemini tra i suoi figli illustri e Tommaso Fiore fra i docenti del Liceo Classico.

Crediamo che anche l’Anpi possa sposare questa battaglia democratica di civiltà per ridare dignità a una città che ha sempre fatto dell’antifascismo una bandiera. A maggior ragione che oggi al governo del Paese (non della nazione) ci sta il Meloni postfascista.

Ma forse chiediamo troppo a un’amministrazione comunale nella quale sono presenti personaggi che si richiamano a quell’ideologia totalitaria e dove prevale l’ipocrisia mentre è stato dimenticato da tempo il primato della politica a favore dei ciambotti delle liste civiche.

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