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La città incontra Gaetano Salvemini Le celebrazioni dei 150 anni dalla nascita dell’illustre storico e antifascista
15 ottobre 2023

Gli anniversari sono occasio ni per fare bilanci, rinverdire memorie, scoprire nuove in terpretazioni, attualizzare le idee che nacquero in un tempo passato. Tutto questo sono state le Giornate Salveminiane, organizzate dalla loca le sezione dell’ANPI con il contributo della Regione Puglia, del Comune di Molfetta, della Fondazione Di Vagno, del Centro Studi Molfettesi, della Fon dazione Rossi Salvemini di Firenze, del Centro Studi “Salvemini” di Napoli, della Fondazione Matteotti di Roma. Le celebrazioni dei 150 anni dal la nascita del nostro concittadino sono iniziate il 9 giugno con l’intervento del prof. Sergio Bucchi, (già docen te di Storia della Filosofia Moderna presso La Sapienza e curatore dei vo lumi di Salvemini Sulla democrazia e Il ministro della mala vita), il quale ha presentato il suo ultimo lavoro, La fi losofia di un non filosofo (Bollati Borin ghieri,2023). Sulla scia di Norberto Bobbio, il re latore ha chiarito come la “non filo sofia” di Salvemini fosse in realtà una f ilosofia saldamente empiristica, un’in terrogazione mai interrotta sulla de mocrazia e sulla storia, basata su un metodo strettamente fondato sui fatti. Nella stessa Giornata è intervenuto il prof. Mirko Grasso, socio della Fon dazione Rossi Salvemini di Firenze e curatore del testo salveminiano Musso lini diplomatico, il quale ha presentato il suo recentissimo Gaetano Salvemi ni, testimonianze, interviste e documen ti (Kurumuny, 2023). Il testo ha il merito di restituirci una dimensione umana dello storico an tifascista attraverso le voci di quanti hanno avuto modo di frequentarlo di rettamente nei primi anni Cinquanta, fra i quali la dedicataria del volume, la nostra concittadina Liliana Gadaleta Minervini. Dalla nutrita sezione fotografica dell’opera di M. Grasso è stata tratta una mostra che è stata allestita nel lo cale Convento di san Domenico, con il titolo Gaetano Salvemini, una bio grafia per immagini. La mostra è rima sta a disposizione dei visitatori dal 15 al 30 settembre. Le celebrazioni hanno avuto un se condo momento nelle Giornate del 15 e 16 settembre, in cui si sono al ternati vari relatori intorno ai temi del la importanza della figura femminile nell’esperienza biografico-culturale di Salvemini e della sua attività di storico. Il prof. Andrea Ricciardi, socio della Fondazione Rossi Salvemini di Firenze e studioso di storia politica e cultura le del ‘900, ha sottolineato l’importan za culturale ed i rapporti di amicizia ed affetto che legarono per un’intera esi stenza Salvemini ad Ernesta Bittanti, moglie e poi vedova di Cesare Battisti, conosciuta a Firenze negli anni univer sitari. I due condivisero varie battaglie, dall’interventismo democratico all’an tifascismo, dall’anticlericalismo alla lotta contro le leggi razziali, pur man tenendo autonomia di pensiero e posi zioni a volte contrastanti. La dott. Rossella Pace, Segreta ria Generale della Fondazione Mat teotti di Roma, ha invece restituito un ritratto a tutto tondo della figu ra di Giuliana Benzoni, conosciuta ai più solo come ospite di Salvemi ni a Sorrento. Dotata di notevoli ca pacità diplomatiche, la contessa creò le condizioni perché l’interventismo democratico e quello liberale si in contrassero alla vigilia della Prima Fiorenza Minervini, presidente Anpi, Loredana Capone, l’assessore Capurso Rossella Pace e Maddalena de Fazio Guerra Mondiale, condivise con Sal vemini l’interesse per il Mezzogiorno d’Italia, fu partigiana a Roma e si bat té per il voto alle donne nel ’46. Il nostro concittadino, prof. Mar co Ignazio de Santis, illustre colla boratore di “Quindici” e autore degli studi salveminiani Picca, Salvemini e Lucarelli: un rado ma intenso carteggio culturale; W Salvemini. Le elezioni po litiche del 1913 nei collegi di Molfetta e Bitonto; Salvemini, d’Annunzio, Pa scoli, Prezzolini & C. Personaggi e vi cende del primo ‘900, ha incentrato il suo intervento sulla figura della prima moglie dello storico molfettese, Maria Minervini, conosciuta a Firenze negli anni della sua formazione universita ria. Dalle parole di Salvemini emer ge il ricordo di una famiglia serena, di una moglie dolce e affettuosa che gli darà cinque figli ed una solida stabilità emotiva, fino alla tragedia del terremo to di Messina del 1908, vero spartiac que nella vita del nostro concittadino. La perdita della moglie, della sorel la e di tutti i suoi bambini lo condusse spesso alle soglie della follia, da cui si salvò solo immergendosi in un lavoro intellettuale e politico durissimo. Il 16 settembre si è discusso di Salvemini come storico. Il prof. Gianmarco Pondra no Altavilla, direttore del Centro Studi Salvemini di Napoli e coordina tore dell’Archivio Storico del Sannio, in quanto curatore della riedizione del la Rivoluzione francese, opera che lo storico molfettese riteneva tra le sue cose migliori, ha sottolineato come la fedeltà alla concretezza, la cura ma niacale di un linguaggio quanto più aderente ai fatti, la ricerca di una co struzione logica che mostrasse i legami fra gli eventi, non fossero solo costitu tive di un metodo storico, ma un’idea morale di onestà e verità. Il prof. Mirko Grasso, per la sevconda volta a Molfetta, ha presenta to la sua ultima fatica, la curatela del “Diario del 1947” (Biblioteca Clueb, 2023), in cui Salvemini, settanta quattrenne, annota le impressioni ri cevute nel suo viaggio in Italia dopo venticinque anni di esilio in Euro pa e in America. Con la stessa ca parbietà adottata nelle sue ricerche storiche, egli incontra ed interroga protagonisti della Resistenza, rico struendo uno straordinario affresco di quel periodo e individuando un suo possibile ruolo nella nuova Italia che si va edificando. Infine, il prof. Federico Impera to, docente di Storia delle Relazioni Internazionali nella Facoltà di Scien ze Politiche di Bari, ha relazionato sulle posizioni di Salvemini in merito alla politica estera italiana. Lo sto rico molfettese aveva già raccolto le sue conferenze sull’argomento nell’opera La politica estera italiana dal 1871 al 1915. Il prof. Imperato puntualizza le posizioni assunte da Salvemini specifi camente in merito alle relazioni inter nazionali dell’Italia nel Mediterraneo negli anni fra fine Ottocento e avven to del Fascismo. La grande affluenza dei concittadini, attirati certo dalla valenza degli studio si, ma anche dall’aura legata alla figu ra del grande storico, è stata un chiaro segno dell’attualità dell’insegnamento morale e dell’affetto ancora saldo nei confronti del nostro Salvemini.

Autore: Maddalena De Fazio
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