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“La carità suo ideale supremo una vita orientata dal proposito di santità”
15 febbraio 2022

Un grande applauso ha accolto la fine della lettura del decreto delle Virtù del Venerabile don Tonino Bello nella Cattedrale di Molfetta: “Sono provate le virtù teologali Fede, Speranza e Carità verso Dio e verso il prossimo, nonché le cardinali Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza ed annesse in grado eroico del Servo di Dio Antonio Bello, Vescovo di Molfetta-Ruvo- Giovinazzo-Terlizzi” (lo riproduciamo integralmente in altra pagina). La cerimonia presieduta dal cardinale Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione delle cause dei Santi e concelebrata dal Vescovo di Molfetta mons. Domenico Cornacchia e dal Vescovo di Otranto e presidente della Conferenza episcopale pugliese, primo successore del Venerabile, ha visto anche la partecipazione della famiglia Bello, con il fratello Trifone e il nipote Stefano, del presidente della Fondazione “Don Tonino Bello” Giancarlo Piccinni, oltre ai sindaci delle città della Diocesi, del prefetto Antonia Bello e del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Roberto Garofoli. E’ stata una festa che ha unito la Diocesi di Molfetta, guidata da don Tonino dal 1982 fino alla morte il 20 aprile 1993 a quella di Alessano, dove era nato il 18 marzo 1935 e nel cui cimitero riposa e dove è stata celebrata un’altra messa. Dopo la proclamazione della sua venerabilità, la Chiesa ora deve attendere la testimonianza di due miracoli: col primo Don Tonino diventerà Beato, col secondo raggiungerà la Santità. Fino ad allora la causa di canonizzazione resta sospesa. Nell’attesa dei miracoli, il vescovo Cornacchia ha diffuso una “preghiera per la beatificazione del venerabile monsignor Antonio Bello”, nella quale don Tonino viene indicato come “sollecito successore degli apostoli, testimone del Vangelo e costruttore di pace”. Mons. Cornacchia ha aggiunto: “Prendiamo come speciale patrono protettore questo vescovo che ha cercato proprio di incarnare, di sentire profonda la forza dello spirito e la chiamata di Gesù. Gli ammalati, le persone sole, le persone che non ce la fanno, le persone disperate, e stasera abbiamo voluto sentire vicini anche i lontani (grazie ai tecnici siamo collegati con i cittadini all’estero). Abbiamo voluto offrire a tutti i nostri sacerdoti la casula indossata nella concelebrazione di 4 anni fa, 20 aprile 2018, un segno tangibile del nostro affetto”. La casula è stata offerta anche al cardinale Semeraro. Quindi è stata la volta del cardinale Semeraro che ha ricordato l’estremo suo saluto, nell’ultima Messa crismale celebrata, qui, in questa Cattedrale di Molfetta l’8 aprile 1993: «Coraggio – disse! Vogliate bene a Gesù Cristo, amatelo con tutto il cuore, prendete il Vangelo tra le mani, cercate di tradurre in pratica quello che Gesù vi dice con semplicità di spirito». Sono parole che per il loro contenuto, il contesto e l’ora in cui furono dette, basterebbero da sole a testimoniare della santità di don Tonino. Nonostante i quasi trent’anni trascorsi, se facciamo silenzio e facciamo tacere ogni altra voce, queste parole possiamo sentirle risuonare fra queste mura. Infine Semeraro ha voluto concludere ricordando l’impegno del Venerabile per i poveri: “Poi, amate i poveri. Amate i poveri perché è da loro che viene la salvezza, ma amate anche la povertà” (il testo integrale dell’omelia, lo riproduciamo in un altro articolo). Angelica Vecchio

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