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Il romanzo “Quando è tempo di Puglia”, di Antonia Abbattista Finocchiaro di Molfetta sarà presentato all'Archivio storico di Bari Questa sera alle ore 19 dalla prof.ssa Rosina Basso Lobello. Seguirà l'esibizione del Coro della Cappella Musicale Corradiana di Molfetta diretto dal maestro Antonio Magarelli
14 maggio 2016

BARI - Questa sera, alle ore 19, nell’auditorium dell’Archivio di Stato di Bari (Cittadella della Cultura, via Pietro Oreste, 45) la prof.ssa Rosina Basso Lobello presenterà il romanzo storico di Antonia Abbattista Finocchiaro, di Molfetta, “Quando è tempo di Puglia” (Bergamo, Grafica&Arte, 2015), ambientato nel XVI secolo e tratto da documenti conservati nell’Archivio di Stato di Bari.

   II testo narra le vicende di un giovane mercante della famiglia Asperti, Petrello, che alla metà del Cinquecento parte da Bergamo e si reca in Puglia, alla ricerca di lane e olio a buon mercato con cui incrementare la produzione tessile familiare.      
   Il viaggio verso Sud, storicamente abbastanza frequente all’epoca, si intreccia in questa circostanza con un misterioso delitto avvenuto nella città di partenza, e la necessità per Petrello di fuggire da Bergamo in maniera rocambolesca toccando le città Trento, Ostiglia, Senigallia, Lanciano e Foggia, fino a giungere a Molfetta, sul litorale pugliese, dove fisserà la propria dimora. Qui, come spesso in realtà avveniva, creerà una florida attività commerciale e, dopo una appassionata relazione con una fanciulla slava, sposerà la nobile Penelope Gadaleta da cui avrà numerosi figli.
   Ma prima dovrà affrontare le invidie dei concorrenti, difendersi dalla tremenda accusa di eresia e soprattutto subirà una misteriosa trasformazione in uno dei luoghi mistici di quella affascinante regione, dopo essere uscito indenne da un autentico incantesimo.
   La narrazione si dipana tra luoghi ricostruiti nella loro identità cinquecentesca e figure storiche di rilievo: Isotta Grumelli, poetessa bergamasca, Ferrante Gonzaga e sua moglie Isabella De Capua, principi di Molfetta, il loro figlio Cesare e sua moglie Camilla Borromeo, il medico Mastro Galieno De Judicibus, gli artisti Leone Leoni, Giovan Battista Moroni, Lorenzo Lotto, Giovanbattista Fiella ed altri, e personaggi minori: i servitori di casa Asperti, il criminale Willibald Hrad, il mercante Nanuccio d’Abbatissa, il nobile e generoso Aurelio Gadaleta, la fascinosa “rossa” Angelicchia”.
   L’accento lombardo di Petrello gli guadagnerà il soprannome di “Messer Negotta”, eroe di un Rinascimento borghese che si muove tra diverse consuetudini tradizionali del Nord e del Sud, tra le imposizioni del Concilio di Trento e la Dogana della Mena delle pecore, nelle terre dei Gonzaga, in un romanzo che è anche di formazione e di maturazione, attraversato dalla intensa ricerca del proprio destino.   Al termine della presentazione, il Coro della Cappella Musicale Corradiana, diretto dal maestro Antonio Magarelli, eseguirà brani del proprio repertorio di musica rinascimentale e barocca.

Antonia Abbattista Finocchiaro, giornalista (ha collaborato con Il “Giornale di Bergamo-Oggi”, “L’Eco di Bergamo”, “L’Indipendente”, “Bergamosettimanale”, “La Rivista di Bergamo” e con stazioni televisive, in qualità di cronista e di critico d’arte), Guida dell’Accademia Carrara e insegnante, ha pubblicato numerosi testi di ricerca artistica e storica. Si ricordano: la collaborazione a I pittori bergamaschi dell’Ottocento (1992); i volumi di antiquariato Il libro dei gioielli dal Settecento ad oggi (1992) e Il libro dei bastoni (1993); le monografie su Giuseppe Facchinetti da Bolgare (1992), su Mino Marra (1995) e sul paese di Morengo Castelmorengo. Crocevia di acque e di storie (2000); Bergamo e Venezia nell’età di Lorenzo Lotto: momento di straordinarie proposte artistiche (2001); gli interventi nelle tre edizioni di Arte a Bergamo (2001-2003); il progetto su Ponziano Loverini, pittore universale (2004); il CDRom L’Ottocento sconosciuto a Bergamo; Due secoli al fianco dell’arte. Il patrimonio della Camera di Commercio (2005); Monache, Santi e Mercanti in Quella nota antica nella Bergamo del Novecento dal Monastero di S. Marta alla Banca Popolare di Bergamo (2009); Bergamo incanto dell’arte e dell’architettura (2011); Segno. Ritrovate emozioni. Omaggio degli artisti all’opera grafica di Goya, Rouault, Chagall (2013); uno studio sul patrimonio artistico della Fondazione Maria Ausiliatrice di Bergamo in Tendere la mano ai bisognosi (2014), l’analisi di un affresco trecentesco in  L'immagine di San Corrado di Baviera a Bergamo. Le ragioni di una presenza, in “La Rivista di Bergamo” (2015).

  Rosina Basso Lobello è stata docente di storia e filosofia e preside del Liceo paritario “Preziosissimo Sangue” di Bari, profonda conoscitrice del mondo politico nazionale e locale, è autrice e coautrice di pubblicazioni tra le quali La città delle donne, in collaborazione con Imma Barbarossa (Bari, Centro documentazione e cultura delle donne, 1999).

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