Centrodestra: abbiamo il sindaco Minervini censore della libertà di espressione
Dopo la querela della giunta a una pagina satirica su Facebook
Apprendia mo, sen za troppa meraviglia, che il Sindaco Minervi ni e la sua Giunta hanno deliberato di agire penal mente nei confronti degli autori di una pagina face book satirica denomina ta “Comune di Malfatta” (oscurata nella giornata di oggi) – dicono i consiglie ri Pietro Mastropasqua, Adamo Logrieco (Fra telli d’Italia), Ippoli ta Germinario (Obiettivo Molfetta), Mauro Binet ti (Molfetta Nostra) –. La responsabilità? Aver osato pubblicare sul social network contenuti satiri ci, sicuramente pungenti, rivolti contro il Sindaco e l’Amministrazione. Una vera e propria forma di censura rivolta contro una voce libera e critica. Il Sindaco “Tommy il positivo”, come è scherzosamente definito dalla pagina satirica in questione, si fregia di esser fi glio di una ferrea cultura socialista, ma evidentemente deve aver dimenticato una delle frasi più pregne di significato pronunciate dal Presidente della Repub 15 blica socialista Sandro Pertini: “Libero f ischio in libera piazza”. Ma il Sindaco, oltre ad aver implici tamente rinnegato la propria cultura socialista, ha anche dimenticato alcu ni tra i più importanti precetti della no stra Costituzione, che tutela la Libertà di opinione e di espressione, anche e so prattutto quando è irriguardosa verso il mondo politico. La deliberata denuncia querela, con buona dose di certezza, non porterà a nessuna condanna de gli autori satirici, e si risol verà solo in uno spreco di risorse pubbliche per assi curare la difesa tecnica al Comune. Ma la cosa davvero gra ve è il messaggio sotteso a questa infelice iniziati va giudiziaria: chi critica il Sindaco e l’Amministra zione verrà perseguito. Una sorta di intimidazio ne verso chi si oppone, anche duramente, al Pa lazzo di Città. Con questa iniziati va amministrativa, a dir poco infelice, si corre il se rio rischio che i cittadini temano di esprimere pub blicamente il proprio pen siero critico di dissenso. È forse Libertà questa? È Democrazia? Allora, signor Sindaco, al prossimo appuntamento istituzionale in cui si cimenterà nelle solite ampollose e reto riche considerazioni sull’importanza dei suddetti valori ispiratori dei Padri costi tuenti, ci consenta di dubitare della sua sincerità».