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Cantare amantis est: secondo viaggio nella coralità diretto dal Maestro Riccardo Muti 1, 2 giugno 2026 Palazzo Mauro De André a Ravenna
28 maggio 2026

«Visto il successo straordinario, inatteso in questa misura, penso che forse nei prossimi anni valga la pena continuare»: con queste parole Riccardo Muti si congedava lo scorso anno dagli oltre tremila coristi che, accorsi da tutta Italia, avevano preso parte alla prima edizione di Cantare amantis est: lo straordinario “viaggio nella coralità” voluto proprio dal Maestro nel segno delle parole di Sant’Agostino, e che si era tradotto in una partecipazione e un entusiasmo senza eguali. 

Ecco allora che, sempre nel segno delle parole di Sant’Agostino, “cantare è proprio di chi ama”, il progetto corale, curato da Anna Leonardi torna inevitabilmente a imporsi nel cartellone di Ravenna Festival 2026, che lancia una nuova chiamata (1 e 2 giugno al Pala de Andrè) aperta a cori e coristi di tutto il Paese, cori amatoriali e professionali, cantori esperti e principianti, di ogni età e livello, per partecipare a questo evento unico: per condividere la passione per la musica e il canto riuniti in un unico grande coro e insieme a un grande Maestro.

E in questa edizione dedicata a San Francesco, nell’ottavo centenario della sua morte, il tema di Cantare amantis est sarà quello della preghiera comune, intesa nel senso di una spiritualità che non conosce distinzioni di religione o di cultura: per lanciare al mondo, oggi più che mai, un messaggio di pace attraverso il linguaggio universale della musica.

Allora, al centro di questa sorta di “masterclass”, libera e gratuita, ci saranno quattro celebri pagine corali: Ave Verum Corpus di Wolfgang Amadeus Mozart, “Casta Diva” dalla Norma di Vincenzo Bellini, un estratto dalla Messa da Requiemdi Giuseppe Verdi e il Prologo dal Mefistofele di Arrigo Boito.

Pagine che saranno approfondite sotto la guida di Riccardo Muti nel corso di due intense giornate di studio e di prove, lunedì 1 giugno (dalle 15 alle 20) e martedì 2 giugno (dalle 10,30 alle 13 e dalle 15,30 alle 18,30) di nuovo sotto la volta del Pala De André.

Un’esperienza unica in cui la musica diviene fino in fondo strumento di coesione e di pace, perché come non si stanca di sottolineare lo stesso Muti, «cantare e far musica insieme è l’esempio più vivo di una società che attraverso l’armonia e la bellezza tende al bene comune».

 

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