Vasca di colmata al lungomare di Molfetta, il sindaco Manuel Minervini evita lo scempio
La decisione cambia il destino dell'opera e apre una nuova fase per il porto: il Comune sposta il progetto al Molo Pennello.
La vasca di colmata in un'ipotesi realistica del progetto ora cancellato
MOLFETTA - Il nuovo sindaco di Molfetta, Manuel Minervini ferma lo scempio al lungomare di Molfetta e cancella la vasca di colmata, mantenendo le promesse elettorali, dando una risposta concreta alle opposizioni del vecchio “ciambotto” e accogliendo la richiesta dei cittadini che avevano bocciato questo orrore. E lo ha fatto con una soluzione concreta, alternativa e soprattutto meno costosa, evitando lo spreco di denaro pubblico avvenuto nella passata amministrazione “ciambotto”.
La vasca di colmata sul lungomare di Molfetta, dunque, non si farà. È questa la svolta annunciata ieri sera in una sala Finocchiaro stracolma di cittadini (va sottolineato, però, l’errore di convocare una conferenza stampa di sabato sera alle 19 – forse sarebbe stato meglio definire l’evento come incontro con i cittadini -: il sindaco è stato mal consigliato e ha registrato l’assenza dei giornalisti che dovevano essere i protagonisti della conferenza stampa, facendo domande, almeno quelli che le fanno ancora).
All’incontro hanno partecipato l’intera giunta e il consigliere regionale Felice Spaccavento.
La coraggiosa decisione è contenuta in una delibera approvata dalla Giunta, con la quale viene dato mandato agli uffici di procedere alla revoca della gara d'appalto per l'opera prevista sul lungomare Marcantonio Colonna. Al suo posto dovrà essere elaborata una nuova soluzione, questa volta all'interno del bacino portuale.
Il punto individuato è quello del Molo Pennello, dove l'amministrazione intende realizzare una vasca di dimensioni più contenute e con caratteristiche infrastrutturali.
Il dragaggio resta
Il cambio di progetto non significa, dunque, rinunciare al dragaggio del porto. L'intervento rimane confermato, ma cambia la destinazione dei materiali che saranno rimossi dai fondali.
Secondo quanto spiegato dal Comune, i sedimenti ritenuti più puliti saranno conferiti in mare, mentre i fanghi classificati nelle categorie C e D saranno collocati nella nuova vasca prevista all'interno dell'area portuale.
Una soluzione che, nelle intenzioni dell'amministrazione, dovrebbe consentire di ridurre sia l'impatto ambientale sia quello paesaggistico rispetto alla struttura inizialmente prevista sul lungomare.
Dai 12,3 milioni a circa 5 milioni
La modifica riguarda anche i costi dell'operazione. Le prime stime illustrate durante la conferenza stampa parlano di un investimento complessivo di circa 5 milioni di euro, contro i 12,3 milioni del precedente progetto.
Anche sul fronte dei tempi il Comune prevede un'accelerazione: la nuova soluzione potrebbe consentire di dimezzare i tempi di realizzazione rispetto all'intervento originario.
Numeri che dovranno naturalmente essere verificati e definiti con il nuovo iter progettuale, ma che rappresentano uno degli elementi centrali della svolta annunciata oggi.
Minervini: «Un primo grande obiettivo politico»
Per il sindaco Manuel Minervini, la scelta consente di tenere insieme due esigenze: procedere con il dragaggio del porto e, allo stesso tempo, evitare la realizzazione della vasca sul lungomare.
L'amministrazione punta infatti a utilizzare il nuovo scenario per avviare un percorso di valorizzazione e riqualificazione del fronte mare, liberandolo dall'infrastruttura prevista dal vecchio progetto.
Una decisione che assume anche un peso politico. Minervini ha definito il superamento del progetto originario «un primo grande obiettivo politico» rispetto agli impegni assunti durante la campagna elettorale.
La nuova decisione riapre inevitabilmente anche il confronto politico sulla vicenda. Nel consiglio comunale del 31 luglio, infatti, le forze di opposizione avevano sostenuto posizioni secondo le quali la realizzazione dell'opera sarebbe comunque andata avanti.
Ora il quadro è cambiato. La gara sarà revocata e il Comune dovrà procedere con la progettazione della nuova vasca all'interno del porto.
Si attendono quindi le reazioni delle opposizioni che sono state prese in contropiede dalla decisione del sindaco e delle realtà che negli ultimi mesi hanno seguito con attenzione l'intera vicenda. Non dimentichiamo le sciocchezze che sono state dette sull'argomento anche da qualche amministratore del passato che, con scarso senso del ridicolo, ha definito il progetto della vasca di colmata "una nuova promenade per Molfetta", quasi una Promenade des Anglais di Nizza. Sarebbe stata una nuova schifezza come il rifacimento del quartiere Madonna dei Martiri (funzionale solo al giorno della festa patronale) e via don Minzoni, che qualcuno ha avuto anche il coraggio di intestarsi.
Una storia che dura da mesi
Quello della vasca di colmata è un dossier che ha alimentato per mesi il confronto politico e cittadino. Al centro della discussione c'era un appalto da 12,3 milioni di euro, accompagnato da richieste di sospensione avanzate da comitati civici, forze politiche e organizzazioni sindacali.
Sulla vicenda sono inoltre emersi accertamenti della Procura di Trani e della Guardia di Finanza, elementi che hanno contribuito a mantenere alta l'attenzione sull'intervento.
Adesso arriva una svolta destinata a modificare radicalmente il progetto: la vasca non sarà più sul lungomare, ma all'interno del porto. Il dragaggio resta in programma e il fronte mare potrebbe invece diventare oggetto di un nuovo progetto di riqualificazione.
Per Molfetta si apre così una fase completamente nuova, nella quale la partita si sposta dal lungomare al bacino portuale e il futuro dell'area di Molo Pennello diventa uno dei prossimi nodi da definire.
© Riproduzione riservata