Rifondazione Molfetta propone un salario minimo comunale a 10 euro l’ora
MOLFETTA – Rifondazione Molfetta scende in campo sul problema dei salari, proponendo il Salario Minimo Comunale a 10 euro l’ora.
«È il minimo per garantire dignità e diritti a chi ogni giorno manda avanti la nostra città – è detto in un comunicato -.
Parliamo di lavoratrici e lavoratori che tengono in piedi servizi, cantieri, stabilimenti, attività stagionali. Persone che spesso guadagnano troppo poco per vivere serenamente, mentre il costo della vita continua a salire.
È una scelta che si può fare anche a Molfetta.
Introducendo il salario minimo comunale come requisito obbligatorio per tutti gli appalti e i servizi del Comune, per le concessioni – comprese quelle balneari – e per le richieste di suolo pubblico.
Non è un’idea astratta. È una misura già adottata in città come Firenze, Napoli, Bacoli, Livorno e Brescia.
Ma attenzione: non un semplice meccanismo premiale, come previsto dalla legge regionale, che lascia i diritti in balìa della concorrenza e delle logiche di mercato. Serve un vincolo chiaro e obbligatorio, una regola precisa, uguale per tutti.
E serve anche controllo. Per questo il rispetto del salario minimo dovrà essere monitorato ogni sei mesi, attraverso un protocollo d’intesa con l’Ispettorato del Lavoro, coinvolgendo tutti i settori comunali.
Significa ridare fiato e potere d’acquisto alle lavoratrici delle cooperative sociali, agli operai delle opere pubbliche, ai bagnini, ai barman, ai lavoratori stagionali troppo spesso sottopagati.
Significa rendere davvero Molfetta una città vivibile per tutte e tutti.
C'è una categoria ben precisa che in questi anni ha pagato la crisi della città: lavoratrici e lavoratori. Da loro deve ripartire la Molfetta che verrà».