Note di futuro e radici profonde: a 15 anni dalla scomparsa di Don Salvatore Pappagallo, Molfetta riparte dal canto dei suoi bambini
MOLFETTA – Ci sono date che il tempo non cancella, ma che anzi trasforma in appuntamenti con il destino. Ieri, 17 giugno 2026, è stato il quindicesimo anniversario della scomparsa di Don Salvatore Pappagallo, una figura che ha segnato nel profondo l'anima culturale e spirituale di Molfetta. E la città non avrebbe potuto omaggiare la sua memoria in un modo più alto ed elegante: proprio alla vigilia di questa ricorrenza, il 16 giugno, ha fatto il suo esordio ufficiale il Coro dei Giovanissimi, che porta orgogliosamente il suo nome.
Nella sala del Palazzo della Musica a lui intitolato, si è vissuto uno di quei momenti in cui la musica smette di essere semplicemente un insieme di note e diventa un ponte tra il passato e il futuro, una promessa d'amore mantenuta. Davanti a una platea gremita in ogni ordine di posto – un vero e proprio sold out d'affetto, commozione e partecipazione – è nata una nuova, bellissima realtà.
La musica come diritto di tutti: l'attenzione alle fasce più deboli.
L'intero progetto si è sviluppato attorno a un principio cardine, un vero e proprio motto che il Palazzo della Musica ha voluto gridare a gran voce: "La musica è un bene comune, un diritto inalienabile e accessibile a tutti, nessuno escluso".
In un'epoca in cui spesso la cultura rischia di diventare un privilegio, questa iniziativa ha voluto abbattere ogni barriera, rivolgendo un occhio di riguardo e una cura speciale alle fasce più deboli della popolazione. Offrire questo percorso in modo completamente gratuito ha significato dare a ogni bambino, a prescindere dal contesto di partenza, la stessa identica opportunità di bellezza, riscatto e crescita personale.
Un'eredità che continua a vivere
Vedere circa cinquanta bambini salire sul palco, con gli occhi lucidi di emozione e l'entusiasmo travolgente della loro età, è stato come fare un tenero salto indietro nel tempo. Per Molfetta, il nome di Don Salvatore Pappagallo è sinonimo di opportunità: fu lui, per primo, a spalancare le porte dell'arte a tantissimi ragazzi, offrendo loro la possibilità di fare parte di un coro e di scoprire la bellezza del crescere insieme.
Lunedì sera, quella tradizione popolare così radicata e preziosa ha dimostrato di essere più viva che mai. Non si è trattato solo di un saggio, ma della dimostrazione pratica che quel seme piantato da Don Salvatore continua a dare frutti meravigliosi. Questo miracolo sociale e culturale è stato reso possibile grazie a una fitta rete di sinergie: i protocolli d'intesa con la quasi totalità delle scuole di Molfetta, la collaborazione con il Conservatorio di Monopoli e l'impegno dell'ATS che gestisce la struttura.
I ringraziamenti sentiti dell'ATS ai Maestri
Dietro la perfetta riuscita di questo cammino c'è stato un lavoro quotidiano fatto di competenza, pazienza e infinito amore. Per questo motivo, l' ATS che ha in gestione il Palazzo della Musica ha voluto esprimere il proprio ringraziamento più profondo, commosso e sentito a tre guide straordinarie: al Maestro Antonio Allegretta, al Maestro Teresa Salvemini e alla Maestra Grazia Abbascià. A loro va il merito immenso di aver saputo accogliere, unire e far fiorire le voci e i cuori di questi piccoli coristi attraverso una preziosissima e instancabile collaborazione.
"Al Palazzo della Musica non siamo quelli delle parole, siamo quelli dei fatti".
È questo il mantra che si respirava tra le quinte e che si è tradotto nell'energia travolgente che ha contagiato i genitori e i bambini, regalando emozioni pure a tutta la sala.
Il viaggio è appena iniziato
La serata dell'esordio è stata incredibile, ma non rappresenta un punto d'arrivo. È solo l'inizio. L'esperienza del Coro dei Giovanissimi "Don Salvatore Pappagallo" non si ferma qui: il progetto continuerà a crescere, dimostrando che quando la musica si fa inclusiva e affettuosa, diventa davvero la voce più bella di una comunità che cammina unita e non lascia indietro nessuno.