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La Sicurezza a Molfetta ai Tempi della Rete
19 giugno 2026

 MOLFETTA - Sono andato il 15 giugno alle 18 ad assistere all’insediamento del nuovo sindaco di Molfetta  Manuel Minervini. Tanta gente, tanto entusiasmo, tante speranze.

Poi nella notte dello stesso 15 giugno l’uccisione di Antonio (Antony) La Forgia, a ricordare come le due ultime Amministrazioni Minervini abbiano sottovalutato la questione sicurezza.

Il 16 giugno abbiamo cercato di capirci qualcosa da quello che trapelava tra giornali e telegiornali.

Mi ha meravigliato il 17 mattina alle 9.45 vedere per caso su Facebook il post della neo-eletta Mariangela Azzollini, lista Azzolini per Logrieco Sindaco, che dice:

La convocazione di un Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica può essere un primo passo, ma non può essere l’unica risposta davanti a fatti così gravi. L’omicidio che ha sconvolto la nostra città impone una presa di coscienza collettiva e un’azione istituzionale forte. Come forze di centrodestra presenti in Consiglio comunale, continueremo a svolgere il nostro ruolo con responsabilità e determinazione. Non appena il Consiglio comunale sarà pienamente operativo, porteremo il tema della sicurezza nelle sedi istituzionali competenti, chiedendo atti concreti e un confronto serio con tutte le autorità coinvolte” (il grassetto è mio).

E’ evidente come la nipote dell’ex senatore Azzollini non sia personalmente coinvolta nella situazione relativa all’ordine pubblico a Molfetta. E’ anche evidente che sia lei che il neo-sindaco “non sono pienamente operativi”, e che solo lei dopo 24 ore può pretendere risultati. E’ quella che potremmo chiamare: La Sicurezza al tempo della Rete. Fai un post dall’opposizione e pensi di aver risolto il problema.

Poi, visto che ho un cervello e provo a farlo funzionare, mi sono chiesto il significato della frase: “Come forze di centrodestra presenti in Consiglio comunale, continueremo a svolgere il nostro ruolo con responsabilità e determinazione”.

Perché, fino ad adesso cosa avete fatto?

Potrei sbagliarmi, ma negli ultimi anni, l'azione dell'amministrazione comunale guidata dal sindaco Tommaso Minervini, con l'impulso dell'Assessorato alla Polizia Locale e alla Sicurezza affidato a Caterina Roselli, si è concentrata su una combinazione di investimenti tecnologici, riorganizzazione del personale e intese con la Prefettura per far fronte agli episodi di microcriminalità e vandalismo che hanno interessato il territorio (come i noti fatti di Capodanno o le tensioni durante alcune edizioni della festa patronale).

 

I principali interventi messi in campo si sviluppano su tre direttrici:

1. Videosorveglianza e Smart City

Il pilastro tecnologico è stato il potenziamento dei sistemi di controllo ottico, integrati all'interno della transizione verso la Smart City:

  • Nuove telecamere e videoanalisi: È stato predisposto e candidato ai bandi del Ministero dell'Interno un progetto (da circa 250mila euro) volto a estendere la rete di videosorveglianza sia nel centro urbano (ingressi della città e punti sensibili come la stazione, il centro storico, Piazza Paradiso e Piazza Immacolata) sia nell'agro molfettese.
  • Lettura targhe e Intelligenza Artificiale: L'infrastruttura è stata dotata di software avanzati per il monitoraggio attivo, con telecamere in grado di effettuare la lettura automatica delle targhe ai varchi di accesso.
  • Sala operativa centralizzata: Si è lavorato al trasferimento e al potenziamento della control room della Polizia Locale (prevista nell'ambito della riorganizzazione delle sedi comunali presso l'ex Tribunale di via Molfettesi d'America) per consentire un flusso di immagini in tempo reale condivisibile anche con Carabinieri e Guardia di Finanza.

2. Riorganizzazione della Polizia Locale

Sul fronte operativo e del personale, l'amministrazione ha promosso una linea di maggiore presenza sul territorio:

  • Armamento della Polizia Locale: È stata introdotta la dotazione delle armi per gli agenti della Polizia Locale, una misura discussa e difesa dall'assessorato come strumento di autotutela e per elevare la capacità di intervento e di presidio delle vie cittadine.
  • Patti per la Sicurezza e coordinamento: La città ha partecipato ai Tavoli del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica presso la Prefettura di Bari per coordinare operazioni ad alto impatto in sinergia con le forze dell'ordine statali.

3. Sicurezza integrata e territorio

  • Contrasto ai fenomeni di degrado: Sono state emesse nel tempo ordinanze sindacali mirate a vietare il bivacco e il pernottamento all'aperto in zone sensibili come la Città Vecchia, Corso Umberto e le piazze principali, legando il decoro urbano al concetto di sicurezza percepita.
  • Sinergie e dibattito sul Controllo del Vicinato: Se da un lato l'amministrazione ha cercato di potenziare la sicurezza formale, dall'altro l'attivazione e il pieno riconoscimento istituzionale di iniziative civiche — come il Controllo del Vicinato (CDV) nel quartiere Madonna della Rosa — ha vissuto fasi alterne di forte dibattito politico e frizioni con i comitati di quartiere locali sulla gestione autonoma delle segnalazioni.
 

Una stima precisa al centesimo dei costi complessivi è complessa senza spulciare ogni singola determina dirigenziale dell'albo pretorio, ma basandosi sui documenti di programmazione finanziaria del Comune, sui bandi ministeriali e sulle delibere di giunta dell'amministrazione Minervini, è possibile tracciare un quadro economico piuttosto fedele e suddiviso per capitoli di spesa.

I costi totali stimati per l'insieme delle misure oscillano complessivamente tra i 350.000 € e i 450.000 €, gran parte dei quali intercettati tramite cofinanziamenti o fondi extra-comunali.

Ecco il dettaglio delle voci principali:

1. Sicurezza Tecnologica (Videosorveglianza e Smart City)

È la voce di gran lunga più consistente del bilancio per la sicurezza.

  • Il Progetto Principale (Bando Ministero dell'Interno): Il pacchetto per l'estensione delle telecamere nel centro cittadino e nell'agro molfettese (comprensivo di software di videoanalisi e IA per la lettura targhe) è stato quantificato in circa 000 €. Questo tipo di interventi a Molfetta viene solitamente candidato ai fondi statali dei "Patti per la sicurezza", prevedendo una quota di cofinanziamento comunale (che di norma oscilla tra il 10% e il 30% della spesa totale, quindi circa 25.000 € – 75.000 € a carico diretto delle casse comunali, mentre il resto è a valere su fondi ministeriali).
  • Manutenzione ordinaria ed estensioni una tantum: Gli interventi spot per il ripristino di telecamere vandalizzate o il collegamento di nuovi punti sensibili (come l'area della stazione o Piazza Paradiso) comportano impegni di spesa correnti che variano dai 000 € ai 30.000 € all'anno.

2. Armamento e Dotazione della Polizia Locale

Il passaggio all'armamento del Corpo non ha riguardato solo l'acquisto materiale dei dispositivi, ma un iter burocratico e formativo obbligatorio:

  • Acquisto armi e foderi: Per una platea di agenti idonei al servizio (stimabile per la pianta organica attiva di Molfetta tra le 30 e le 40 unità operative), l'acquisto delle pistole d'ordinanza e delle relative dotazioni di sicurezza ha comportato una spesa stimata tra i 000 € e i 30.000 €.
  • Formazione e poligono: I corsi di addestramento obbligatori presso il Tiro a Segno Nazionale per il conseguimento dell'idoneità all'uso delle armi, uniti alle visite medico-legali e psicattitudinali necessarie per il porto d'armi, hanno un costo che si aggira mediamente intorno ai 300 € – 500 € a persona, per un totale stimato di circa 000 € – 15.000 €.
  • Adeguamento infrastrutturale (Armeria): La legge prevede che i comandi dotati di armi abbiano un locale blindato idoneo (armeria) con casseforti specifiche. Questo adeguamento, considerando anche il trasferimento logistico presso la sede dell'ex Tribunale in via Molfettesi d'America, rientra nei costi di ristrutturazione e rifunzionalizzazione dello stabile, con una quota specifica per la sicurezza stimabile in circa 000 € – 20.000 €.

3. Costi di Gestione e Personale (Sicurezza Integrata)

  • Turni straordinari e progetti "Spiagge Sicure" / Grandi Eventi: Il potenziamento dei controlli serali, i pattugliamenti commerciali e la gestione della sicurezza durante la festa patronale o i weekend estivi non gravano su investimenti fissi, ma sul fondo per l'efficienza dei servizi istituzionali del personale. Parliamo di progetti di potenziamento che impegnano mediamente dai 000 € ai 40.000 € all'anno in indennità e ore di straordinario per gli agenti.
Se questo è stato il risultato, apparentemente sono stati soldi sprecati.

In realtà, come spesso accade nelle amministrazioni locali, la vera sfida economica non è solo stanziare i fondi per comprare i macchinari (spesso coperti da bandi romani o regionali), ma trovare lo spazio nel bilancio comunale autonomo per la manutenzione successiva e per pagare i turni straordinari del personale, dato che il blocco nazionale delle assunzioni ha storicamente limitato il numero di agenti in organico a Molfetta, e soprattutto far funzionare il tutto.

L’Azzollini, o meglio “...le forze di centrodestra presenti in Consiglio comunale...” invece che continuare “a svolgere il nostro ruolo con responsabilità e determinazione” dovrebbero spiegarci che impatto hanno avuto i soldi spesi sulla sicurezza cittadina, a cosa sono servite le telecamere, a cosa sono servite le armi, dove sono gli agenti in servizio (conviene chiamare la trasmissione Rai “Chi l’ha visto?”). Altrimenti dovremo concludere che “...le forze di centrodestra presenti in Consiglio comunale…” hanno fatto Sicurezza al tempo della Rete: ne hanno parlato, speso denaro pubblico, ma senza preoccuparsi di far funzionare il tutto.

Penso questa sia la sfida della nuova Amministrazione.

Mario Capurso

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