Il seme della memoria. All’Istituto Ferraris di Molfetta si parla degli Internati militati italiani
Sergio Ragno
MOLFETTA - Davanti a oltre 600 studenti dell’Istituto Superiore Galileo Ferraris di Molfetta, si è tenuto un incontro intenso e toccante dedicato alla memoria degli IMI (Internati Militari Italiani) con riferimento poi agli internati militari molfettesi. A guidare questo viaggio nella memoria sono stati il presidente dell’Associazione, Cavaliere Sergio Ragno, e lo scrittore Corrado Cifarelli.
Corrado Cifarelli ha approfondito il tema degli internati militari italiani, chiarendo la differenza tra internati e prigionieri di guerra, e tra campi di internamento e campi di concentramento. Ha riportato alla luce la figura spesso dimenticata di questi uomini, prigionieri silenziosi della storia, sottolineando come la loro scelta di non collaborare con il regime nazista rappresenti una forma di resistenza autentica, coraggiosa, e per nulla inferiore ad altre forme di opposizione nate dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943.
Lo scrittore ha poi letto una nota introduttiva tratta dal suo romanzo “Ti prometto che torno”, in cui racconta la storia degli IMI attraverso la testimonianza diretta di suo nonno, da lui conosciuto personalmente. Un racconto che ha restituito dignità e voce a chi ha vissuto l’orrore della prigionia.
L’intervento del presidente Sergio Ragno ha invece offerto uno sguardo più specifico sulla sorte dei militari molfettesi deportati nei lager nazisti. Attraverso la proiezione di fotografie e documenti originali, ha raccontato le storie di circa 500 soldati della città, di cui ben 27 non hanno mai fatto ritorno. Un momento particolarmente toccante è stato quello della lettura dei nomi dei caduti nei campi di internamento, accompagnata da un lungo e sentito applauso da parte degli studenti, in segno di rispetto e riconoscenza.
Tra i presenti, anche il nipote diretto di Onofrio Bufo, reduce molfettese sopravvissuto ai campi di internamento nazisti, oggi studente dello stesso istituto. A Onofrio Bufo sarà intitolato il Museo Storico gestito dalla associazione degli Eredi della Storia di Palazzo Turtur, in via Preti a Molfetta venerdì 30 gennaio. In occasione dell’inaugurazione, si terrà anche una conferenza a cura degli Eredi della Storia, interamente dedicata agli internati militari italiani.
Sergio Ragno ha inoltre raccontato un episodio poco noto ma straordinario: la vicenda del peschereccio “Aurora”, costruito nei cantieri Giovine di Molfetta, un tempo fiore all’occhiello della cantieristica locale, oggi quasi del tutto scomparsa. L’Aurora, sotto la copertura della notte, solcava il mare trasportando ebrei in fuga verso la Terra Promessa, sfidando i pericoli e le pattuglie, in un’azione silenziosa ma eroica che ha salvato molte vite. Un frammento di storia locale che merita di essere conosciuto e custodito come esempio di coraggio e solidarietà.
“La storia è un valore da trasmettere alle nuove generazioni, affinché non venga dimenticata,” ha concluso Ragno. “Ogni volta che raccontiamo la storia, è come gettare un seme. Non importa quanti ne germoglieranno: anche uno solo, se attecchisce, può bastare a mantenere viva la memoria. È così che onoriamo chi ha dato tutto per noi, coloro ai quali dobbiamo la nostra libertà e la possibilità stessa di essere qui oggi”.
Gli Eredi della Storia ringraziano sentitamente la Scuola, il corpo docente e il Preside dell’Istituto Galileo Ferraris di Molfetta per l’opportunità concessa e per aver creduto nel valore della memoria.
Dopo la cerimonia il preside Luigi Melpignano ha donato un libro sulla storia dell'istituto e l'istituto insieme all'associazione organizzerà delle visite guidate presso il nostro museo, dove la storia e la tecnologia si incontrano, col museo della radio e della televisione.