Il Rotary di Molfetta realizzerà un “Giardino Alzheimer” nel Parco dei Nonni
Il progetto è stato approvato dal commissario straordinario dr. Gradone e diverrà operativo a breve
MOLFETTA - Un service molto importante del Rotary di Molfetta, il "Giardino Alzheimer – Un luogo dove la natura diventa cura e memoria", ha ricevuto l’approvazione del commissario straordinario dr. Gradone. L’opera, ha ricordato il presidente del Club, gen. Michele Catalano, sarà realizzata a giugno grazie al Comune di Molfetta che ha concesso l’area, mentre sarà compito dello stesso Rotary, con le Associazioni che si occupano di questi malati, garantire l’uso e la manutenzione dell’impianto, senza modifiche invasive per l’ambiente.
Il “giardino” sarà inserito nel “Parco dei nonni” in via Carabellese a Levante della città e sarà uno spazio terapeutico e sensoriale realizzato con l’obiettivo di permettere ai famigliari dei malati di aiutarli lungo un percorso fatto di stimoli, colori, profumi e punti di riferimento che aiutano a ridurre ansia, disorientamento e agitazione, migliorando l'umore e favorendo l'autonomia.
Saranno realizzati pannelli sensoriali e una vegetazione che, attraverso il profumo delle piante, permetterà stimolazioni utili a risvegliare sensazioni olfattive per questi malati che perdono la memoria.
L’impegno del Rotary nel sociale si concretizza anche contribuendo a costruire una città più inclusiva, capace di prendersi cura dei più fragili con soluzioni concrete. Un luogo dove la memoria può perdersi un po' meno, e la vita ritrovare un ritmo più sereno.
Infatti, un giardino pubblico progettato per persone affette da Alzheimer rappresenta molto più di uno spazio verde: è un luogo terapeutico, inclusivo e sicuro, capace di migliorare concretamente la qualità della vita di chi vive con questa malattia e di chi se ne prende cura.
La realizzazione di un giardino di questo tipo parte da un principio fondamentale: l’ambiente può diventare uno strumento di cura. Le persone con Alzheimer spesso sperimentano disorientamento, ansia e perdita di memoria, ma mantengono a lungo la sensibilità verso stimoli sensoriali come colori, profumi e suoni naturali. Un giardino ben progettato sfrutta queste capacità residue per favorire il benessere emotivo e cognitivo.
Dal punto di vista progettuale, la sicurezza è una priorità assoluta. I percorsi sono chiusi ad anello, evitando vicoli ciechi che potrebbero generare confusione o frustrazione. Le superfici sono antiscivolo e prive di ostacoli, mentre gli ingressi e le uscite vanno controllati ma non percepiti come barriere, per non trasmettere una sensazione di costrizione. Anche l’illuminazione naturale e la visibilità degli spazi giocano un ruolo importante nel ridurre l’ansia.
Un altro elemento chiave è la stimolazione sensoriale. Piante aromatiche come lavanda, rosmarino e menta possono evocare ricordi e favorire il rilassamento. I colori dei fiori devono essere vivaci ma armoniosi, per attirare l’attenzione senza creare sovraccarico visivo. Fontane o piccoli corsi d’acqua introducono suoni rilassanti, mentre aree tattili con materiali diversi (legno, pietra, erba) invitano all’esplorazione.
Il giardino deve anche favorire l’autonomia e il senso di utilità. Piccoli orti rialzati permettono agli utenti di prendersi cura delle piante senza sforzi eccessivi, rafforzando l’autostima. Panchine distribuite lungo i percorsi offrono punti di sosta e socializzazione, incoraggiando l’interazione tra visitatori, familiari e operatori.
Non meno importante è l’accessibilità. Il giardino deve essere facilmente raggiungibile, privo di barriere architettoniche e dotato di segnaletica chiara, con simboli semplici e comprensibili anche in presenza di deficit cognitivi. L’integrazione con la comunità locale è un valore aggiunto: uno spazio aperto a tutti favorisce l’inclusione e riduce lo stigma legato alla malattia.
In conclusione, un giardino pubblico dedicato alle persone con Alzheimer non è solo un progetto urbano, ma un investimento sociale e umano. È un luogo dove la natura diventa alleata della cura, restituendo dignità, serenità e momenti di connessione a chi affronta una delle sfide più complesse della vita.