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Giovanni Infante: assenza totale sui veri problemi della città Il bilancio dei primi 100 giorni dell’amministrazione Minervini. Rifondazione
15 novembre 2022

Mi si chiede di fare un bilancio e delle considerazioni sui primi 100 giorni della amministrazione Minervini. Un sindaco ormai al terzo mandato. Sicuramente capace di occupare un “centro” politico, sulla base di un programma amministrativo fondato sul “fare” (a prescindere della utilità delle supposte realizzazioni per la città) e capace (apparentemente), di tenere insieme quei personaggi politici, esperti della raccolta del consenso, che da oltre 30 anni, siedono stabilmente nei posti che contano della amministrazione co- munale e che negli ultimi anni hanno ri- conosciuto in Minervini il garante degli equilibri politici fondati sul civismo. La formula vincente di Minervini nel- le elezioni del 2017 era racchiusa nella realizzazione della Molfetta Smart che significa letteralmente “lucente”, bella. I cinque anni della scorsa consigliatura sono trascorsi impalpabili senza che una sola delle tante progettazioni messe in campo fosse realizzata. Anche la re- stituzione alla città, di opere realizzate e mai fruite, o perse alla fruizione da par- te della cittadinanza, sono tra i maggio- ri fallimenti della scorsa consigliatura. Vedi la piscina e il parco Baden Powell che il sindaco aveva promesso di ria- prire entro quattro mesi, nella sua rela- zione programmatica di insediamento nell’agosto del 2017 e che, rimangono le promesse non mantenute della Mol- fetta Smart. Nella campagna elettorale di que- sto anno il sindaco ha chiesto alla città di poterla amministrare per altri 5 anni, per poter portare al termine i proget- ti cantierizzati. L’ha chiamata continu- ità amministrativa. E’ stato molto abile a scotomizzare per la cittadinanza gli “infortuni giudiziari” che hanno segna- to il percorso della giunta partorita nel 2017, portata avanti con numerosi rim- pasti di assessori, fino all’epilogo segnato dall’abbandono di assessori e consiglieri che erano stati pienamente organici alla amministrazione per oltre quattro anni di consigliatura. Ha costruito una mac- china da guerra elettorale per queste ul- time comunali che però non è riuscita a farlo trionfare al primo turno, come tut- ti pensavano che sarebbe accaduto. Il ballottaggio, pur con un candidato che appariva estraneo non solo alla città ma anche alle dinamiche del centro sini- stra, gli è stato favorevole per poco più di un migliaio di voti. E ciò racconta molto su quanta influenza abbiano avuto nella raccolta del consenso al primo turno, percorsi “drogati” quando non indecenti. La città che ha ripreso in mano questa amministrazione, è una città sostanzialmente ferma a 5 anni fa. Con tanti progetti nei cassetti (che hanno foraggiato il ceto tecnico che appare tra i maggiori sostenitori di questa amministrazione) ma con realizzazioni praticamente a zero. Tutto fermo: Piscina, parchi, piazza Cappuccini, il piano urbano del traffico, l’attuazione del Duc, l’area mercatale. Il sequestro da parte della magistratura di questa ultima realizzazione è stata l’ennesima vicenda giudiziaria che si è abbattuta su questa amministrazione. Nel corso di questi primi 100 gior- ni, complici le elezioni politiche, poco di rilevante si è realizzato o è sta- to portato a casa dalla amministrazio- ne. Nell’ultimo consiglio comunale sono stati approvati gli espropri per due opere comunque in carico all’acque- dotto Pugliese relative all’impianto di depurazione e al trattamento dei fan- ghi di risulta e un’opera di tratto di fo- gnature tra Molfetta e Giovinazzo e che rappresentano la quota maggio- re del fondo Pnrr che Molfetta intercetterà (circa 40 milioni complessivi). La richiesta di finanziamenti reali per realizzazioni del Comune di Molfetta che dovrebbe avere finanziamenti per oltre 20 milioni, riguarda scuole, giardini, una nuova area mercatale (progettata da altre amministrazioni). Di alto e di strategico per la città non vi è nulla. Spesso soltanto provvedimenti ad uso e consumo elettorale, come la modifica delle norma tecniche di attuazione del nostro piano regolatore, che permetterà opere di ristrutturazione nelle zone di semipregio della nostra città anche senza la redazione dei piani particolareggiati, compromettendo l’omogeneità dei quartieri interessati. Non è un caso che sia la destra di go- verno che la destra di opposizione in questo caso abbiano trovato una facile consonanza nel votare queste modifiche, perché ovviamente, per le destre di tutto il mondo, l’interesse generale è la som- ma degli interessi privati, (nel caso specifico gli interessi di costruttori e studi professionali). Nulla ad esempio su un tema strategico e reso cruciale dall’attuale conflitto tra Ucraina e Russia, sull’attuazione di un piano comunale sulle Comunità energetiche. Sullo snodo che potrebbe rappresentare la costituzione di un ufficio comunale di facilitazione che risolva i problemi tecnici e legali legati a queste progettazioni. Che avrebbero richiesto uno spazio importante tra i finanzia- menti del Pnrr. Nei primi 100 giorni nulla di nulla sul commercio cittadino. E sullo sfondo la discriminazione attuata dal Distret- to urbano del commercio nei confron- ti di quartieri storici, come parte della zona di Ponente e della zona di levan- te della città. Paradossalmente su ini- ziativa privata vengono istituiti nuovi mercati rionali in zone come ad esem- pio Piazza Paradiso, che sono escluse dalla perimetrazione del DUC e quin- di da finanziamenti e da piani di ri- lancio. Aveva promesso il sindaco di portare in consiglio la discussione del terminal ferroviario entro 3 mesi. Un’o- pera potenzialmente strategica per la città, ma che non ci trova d’accor- do per come è stata pianificata né sul dove è stata pianificata. Un’opera stra- tegica per Comune e Regione conse- gnata alla realizzazione di un privato, di cui non si conosce impatto ambienta- le, piano industriale e di cui ad una pri- ma valutazione del progetto sembrano mancare dei passaggi cruciali propedeu- tici alla cantierizzazione. Sono scompar- si dall’orizzonte progettuale il famoso mega-teatro da costruire nei pressi lama Martina (ma i progettisti immagino saranno stati pagati). Il comparto 17 appare in condizioni penose in quanto a sicurezza ed urbanizzazioni. Una amministrazione che continua a pianificare espansione edilizia nei nuovi comparti di fronte ad un mercato edilizio che appare asfittico e stagnante anche per un crollo demografico che appare più drammatico rispetto alle città vicine. Senza alcuna capacità di cambiare passo e di ridisegnare lo sviluppo urbanistico alla luce di questi fenomeni che appaiono irreversibili. Ed in ultimo le questioni della raccolta rifiuti e dello spazzamento stradale su cui anche questa amministrazione non è riuscita nel far cambiare passo all’A- sm. L’ultimo problema è quello della de- linquenza minorile e della criminalità in città che il sindaco ha derubricato a fe- nomeno diffuso e comune a molte città. Considerazione indiscutibile. E che ha pensato, di poter risolvere con la interlocuzione con il prefetto. Rifiutando finora la attivazione di uno strumento, non certo risolutivo, quale la Commissione comunale di monitoraggio dei fenomeni delinquenziali ma che, rappre- senta un terreno potenziale di incontro e studio di tutti quei soggetti istituzionali e non che, con spirito di buona volontà vogliono raccogliere dati su tutto ciò che incrocia il problema, superando il mero approccio legalitario che si attua nel rap- porto con prefetto e forze dell’ordine. Significa considerare centrale un approc- cio dei problemi sociali ed educativi del- la città, attivando tutti gli strumenti di studio ed amministrativi. Ad oggi 4 novembre la Quinta com- missione che si occupa di socialità, ri- sulta ancora non convocata, nonostante i tanti problemi specifici che necessita- no di un approccio corale, sinergico e che cerchi di andare oltre le diverse vi- sioni politiche, per il bene della città e delle utenze cittadine. Avremmo biso- gno di un maggior attivismo da parte dell’amministrazione comunale nel se- guire la realizzazione di una opera strate- gica come il nuovo ospedale che, seppur costruendo in territorio di Bisceglie, appartiene anche alla nostra città. La spinta politica e mediatica appare asim- metrica rispetto a quella della ammini- strazione di Bisceglie, decisamente più attiva nel pretendere tempi certi e stret- ti per la realizzazione. E ciò nonostan- te questa realizzazione gioverebbe di più alla sanità molfettese. Da molfettese, da consigliere di opposizione, mi auguro di vedere portati in consiglio alla discussione i passaggi amministrativi veramente strategici per il futuro della città. Al momento i consigli comunali si sono consumati in prese d’atto di delibere e passaggi burocratici. L’augurio è che si cambi passo. Lo dico al sindaco perché non potrà contare su altri cinque anni per finire quello che ha iniziato e non realizzato. E per lasciare una buona memoria del suo operato alla città. Come opposizione, con i nostri limiti, cercheremo di sorvegliare ed orientare, quando possibile, le scelte del- la amministrazione verso decisioni che riteniamo utili alla città. Giovanni Infante

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