Celebrato il cinquantesimo anniversario di sacerdozio di Mons. Domenico Cornacchia
La Diocesi di Molfetta ha voluto festeggiare l'importante ricorrenza per il vescovo emerito
MOLFETTA – Dopo circa quarantotto ore, la Diocesi di Molfetta, Ruvo, Giovinazzo e Terlizzi si è di nuovo festosamente riunita nella chiesa Cattedrale Santa Maria Assunta di Molfetta.
Il vescovo emerito Mons. Domenico Cornacchia, visibilmente emozionato ha, infatti, celebrato il cinquantesimo anniversario della sua ordinazione.
Grande la partecipazione di fedeli, di sacerdoti e religiosi e di numerosi confratelli nell’ordine episcopale, tra i quali Mons. Cacucci, Mons. Felice di Molfetta, Mons. Nicola Turturro, Mons. Girasoli, Mons. Giuseppe Laterza, Mons. Filippo Santoro.
Nel porgere il suo saluto e l’omaggio della Diocesi, il vescovo di Molfetta Mons. Domenico Basile, ha citato Papa Leone XIV e ha descritto brevemente il percorso di Mons. Cornacchia, dalla vocazione in Altamura all’impegno teso alla formazione dei giovani sino alla chiamata a guidare prima la diocesi di Lucera, Troia e poi quella di Molfetta, Ruvo, Giovinazzo, Terlizzi.
Ha concluso il suo intervento con l'augurio di giorni ricchi di gioia proveniente dal sovrabbondante amore di Dio.
Mons. Cornacchia ha ringraziato quanti hanno preso parte alla celebrazione, a partire da Mons. Basile, per proseguire con i tanti Vescovi e Nunzi Apostolici intervenuti.
Nella sua omelia ha citato San Giovanni Paolo II, il quale aveva affermato che vocazione al presbiterato è dono e mistero, e Sant’Agostino, di cui ha ripreso un monito: «se pensi di non essere idoneo per l’ufficio a cui il Signore ti chiama, sforzati di esserne capace».
Non sono mancati i riferimenti a don Tonino, mutuandone l’esortazione «Spalanchiamo le porte del nostro cuore e della nostra umanità».
Al termine della celebrazione Mons. Basile ha dato lettura del messaggio di Papa Leone XIV, che ha inviato la benedizione apostolica e ha mostrato il dono che la comunità diocesana
La comunità diocesana ha donato a Mons. Cornacchia un ritratto, opera del pittore locale Giuseppe de Palma.
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Autore: Isabella de Pinto