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Violante Placido e le sue Femmes Fatales incantano Molfetta con stile e raffinatezza
10 maggio 2022

MOLFETTA – Cinque donne che hanno fatto degli ostacoli incontrati nella loro vita il proprio punto di forza e che, grazie a personalità, talento, creatività, hanno lasciato un indelebile segno nella storia dell’arte e della musica, narrate, anche con l’ausilio di dieci brani simbolo, da un’attrice di pari talento e personalità quale ha dimostrato di essere Violante Placido nello spettacolo “Femmes Fatales”.

Perfettamente a suo agio nell’inedito ruolo di musicista e cantante, la bravissima attrice ha portato sul palco della Cittadella degli Artisti, le vicende intense, in alcuni casi dolorose, della tedesca Nico, della britannica Marianne Faithfull, della francese Francoise Hardy, della giapponese Yoko Ono e dell’italianissima Patty Pravo.

«Sei bella e sei sola» è l’amara riflessione dedicata a Nico, nome d’arte di Christa Päffgen e anagramma di icon – icona, cantante, modella, attrice, musa di Andy Wharrol, fautrice del successo dei Velvet Underground, considerata la progenitrice del gothic rock, soprannominata “sacerdotessa delle tenebre”. Violante Placido (che ha magnificamente interpretato I’ll be your mirror) ha scelto di ricordare la partecipazione dell’attrice tedesca a La Dolce Vita di Fellini, il distruttivo rapporto con l’eroina, la nascita del figlio Ari, la morte a Ibiza.

Marianne Faithfull, cantante e attrice, di ascendenze nobiliari (figlia di una baronessa viennese), icona della Swinging London nella seconda metà degli anni Sessanta ma ancora oggi apprezzata artista (nel 2021 è uscito l’album She walks in beauty – n.d.r.). Una vita movimentata, la sua, additata come madre snaturata per aver lasciato marito e figlio per amore di Mick Jagger e per l’abuso di droghe ma anche dolcissima interprete di “As tears go by”. Come ha sottolineato nella sua narrazione Violante Placido, nell’immaginario collettivo Marianne si è trasformata da principessa in strega, nella “ragazza nuda coperta solo da una pelliccia alla festa degli Stones”.

Travolta da un successo immediato, a soli 18 anni, per il brano “Tous les garçons et les filles (che nella versione italiana cantata da Catherine Spack venne tradotta in “Quelli della mia età”) Francoise Hardy diventa una icona generazionale ma questo ruolo non è nelle sue corde. «La mia sfida diventò lottare per essere me stessa», racconta Violante Placido interpretando la cantante parigina. Prosegue ricordando la partecipazione a San Remo 1966, in coppia con Edoardo Vianello, con il brano “Parlami di te”. In gara c’era anche Adriano Celentano con “Il ragazzo della via Gluck”. Francoise Hardy ne comprese le potenzialità e ne propose una versione francese (La maison où j’ai grandi).

“Yes, I’m a whitch” è uno dei brani emblematici di un’artista a tutto tondo, intelligente e provocatoria, come Yoko Ono, artista d’avanguardia, pianista classica, cantautrice. Una donna capace di unire arte e politica, dalla personalità spiccata (del resto l’esortazione ricevuta in famiglia era: «una donna deve essere soprattutto intelligente»), una donna che, però, ha dovuto lottare a lungo con il pregiudizio. Il pregiudizio, soprattutto, di essere stata “la strega” che ha distrutto i Beatles. Il racconto, partendo dai ricordi d’infanzia segnati dalla Seconda Guerra mondiale, si snoda attraverso l’adesione a Fluxus (associazione di artisti all’avanguardia) all’insegna della creatività e della volontà di rompere gli schemi, il lungo distacco dalla figlia Kyoko (rapita dal padre, il jazzista e produttore Anthony Cox), .il primo incontro con John Lennon in occasione di una mostra d’arte con opere concettuali della stessa Yoko,

Il percorso di Violante Placido si conclude, infine, con una icona tutta italiana, camaleontica e istrionica: Patty Pravo. Una personalità potente e un grande talento hanno condotto la veneziana Nicoletta Strambelli a diventare la “Ragazza del Piper”, prima, e poi una interprete internazionale. Non si può ingabbiare Patty Pravo in uno schema o in uno stile e opportunamente Violante Placido l’ha definita una “David Bowie romantica”. Artista provocatoria e anticonformista ha attraversato i decenni vivendo la propria vita come un “Pensiero stupendo”.

Cinque icone degli anni 60-70 che hanno rappresentato una rivoluzione per il genere femminile e che sono state fonte di ispirazione per tante generazioni portate in scena in uno spettacolo raffinato e intenso.

Perfetta la performance di Violante Placido, che ha curato i testi con Michele Primi e che, sul palco, è stata accompagnata da Dario Ciffo (basso e chitarra), Pietro Monterisi (batteria), Sebastiano Forte (chitarra).

Ma “Femmes Fatales” ha dato il via a "Teatro&Musica", la nuova rassegna culturale promossa dalla Fondazione Musicale Vincenzo Maria Valente che, presieduta da Marcello Carabellese e con la direzione artistica di Sara Allegretta, dopo aver archiviato con lusinghieri apprezzamenti il Festival di Pasqua Inflammatus, registra un altro grande successo.

@Riproduzione riservata

Autore: Isabella de Pinto
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