Speranza, Pace, Solidarietà: tre pilastri nelle parole del nuovo Vescovo di Molfetta Mons. Domenico Basile
Ieri in Cattedrale si è svolta la solenne cerimonia di insediamento
MOLFETTA – Grande partecipazione ieri alla cerimonia l’insediamento di Mons. Domenico Basile alla guida della Diocesi di Molfetta, Ruvo, Giovinazzo e Terlizzi.
In tanti hanno gremito la Cattedrale e corso Dante per assistere all’arrivo del nuovo presule e alla cerimonia del passaggio del “timone della Diocesi” tra Mons. Domenico Cornacchia, che lascia la nostra Diocesi dopo oltre dieci anni di costante impegno al servizio del Vangelo e della Comunità, e Mons. Basile.
Una celebrazione solenne, intensa e carica di emozioni, scandita dal cerimoniale canonico, denso si gesti simbolici, come l’inchinarsi del Vescovo a baciare la terra della nuova dimora.
A seguire il gesto della venerazione del Crocifisso, presentato a Mons. Basile dall’arcidiacono del Capitolo Cattedrale Mons. Ignazio De Gioia, il segnarsi con l’acqua santa, l’aspersione dell’assemblea e l’adorazione del SS.mo Sacramento.
Numerose anche le autorità che hanno voluto accogliere il nuovo presule, tra i quali il Commissario Prefettizio al Comune di Molfetta dott. Armando Gradone, il quale ha porto il saluto anche da parte i sindaci di Ruvo, Giovinazzo e Terlizzi, la sindaca di Andria (città di origine di Mons. Basile), presenti anche con i Gonfaloni. Non sono mancati i consiglieri regionali Carmela Minuto e Felice Spaccavento, oltre ai vertici dei corpi militari presenti nel territorio diocesano.
Alla celebrazione hanno preso parte, oltre all’Amministratore Apostolico Mons. Domenico Cornacchia, Mons. Luigi Renna, arcivescovo di Catania, Mons. Angelo Raffaele Panzetta, arcivescovo di Lecce, Mons. Nicola Girasoli, nunzio apostolico in Slovacchia, Mons. Vincenzo Turturro, nunzio apostolico in Paraguay, Mons. Giovanni Massaro, vescovo di Avezzano, Mons. Giovanni Ricchiuti, arcivescovo, vescovo emerito di Altamura, Gravina e Acquaviva delle Fonti, Mons. Luigi Pizzuto, nunzio apostolico emerito, i sacerdoti delle quattro città che compongono la diocesi e una rappresentanza della Chiesa di Andria.
Il Commissario Prefettizio Gradone, nel portare il saluto delle Autorità, ha auspicato un impegno corale di cittadini e Istituzioni per la crescita del territorio, ponendo l’accento sui valori della solidarietà e dell’onestà.
«Da oggi comincio il ministero di Vescovo in questa terra – ha esordito Mons. Basile – in città ricche di tradizioni e riti cristiani che esprimono un forte senso di appartenenza e possono essere occasione per annunciare il Vangelo e farci crescere in umanità. Il mio sguardo su questa terra desidera essere contemplativo, capace di scorgere quel desiderio di bene, verità e giustizia che risiede nel cuore di ognuno, poiché Dio abita la nostra terra, quella terra che ho significativamente baciato al mio arrivo, e la sua «presenza non deve essere fabbricata, ma scoperta, svelata».
Dalle parole di Mons. Basile è emersa la sua attenzione alla comunità; citando Papa Leone, Papa Francesco e don Tonino Bello, ha stigmatizzato l’individualismo («virus più difficile da sconfiggere. Inganna. Ci fa credere che tutto consiste nel dare briglia sciolta alle proprie ambizioni, come se accumulando ambizioni e sicurezze individuali potessimo costruire il bene comune») e invitato a riconoscere il valore dei fratelli («C’è un riconoscimento basilare, essenziale da compiere per camminare verso l’amicizia sociale e la fraternità universale: rendersi conto di quanto vale un essere umano, quanto vale una persona, sempre e in qualunque circostanza», citazione di Papa Francesco).
In questo tempo particolare e drammatico non poteva mancare l’attenzione alla Pace e alla Solidarietà, esortando a creare «una comunità di “coerenti operatori di pace”, capace di camminare verso l’amicizia sociale e la fraternità universale attraverso un riconoscimento essenziale: rendersi conto di quanto valga ogni singolo essere umano».
Dopo la lettura delle lettere apostoliche di nomina e l’insediamento sulla Cattedra episcopale, Mons. Basile ha ricevuto l’omaggio da parte di rappresentati del clero diocesano, dei religiosi e delle religiose e di alcuni laici: simbolo della disponibilità della comunità diocesana a servire, operare e rimanere in comunione con il Vescovo.
Ma le linee programmatiche dell’episcopato di Mons. Basile possono essere ricercate nel suo motto “Spes non confundit” (La speranza non delude) che egli stesso ha ripreso nel corso della celebrazione: Carissimi, «la speranza non delude» (Rm 5,5): sono le parole dell’Apostolo Paolo che ho scelto come motto per il mio episcopato. La speranza non sia vago ottimismo di facciata ma àncora sicura e robusta della nostra vita (cf. Eb 6,19), perché Dio nel suo amore vuole che ognuno di noi sia rassomigliante al suo volto e che nessuno sia lasciato indietro ma riconosciuto e favorito nella sua unicità e dignità».
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Autore: Isabella de Pinto