MOLFETTA – Ore di ansia a Molfetta per Domenico (Nico) Centrone, 33 anni, uno dei volontari italiani che faceva parte della carovana umanitaria della Flotilla diretta a Gaza e fermata nelle scorse ore in Libia. Insieme a lui ci sarebbero altri attivisti internazionali coinvolti nella missione, che punta a raggiungere la Striscia passando attraverso l’Egitto.
https://www.quindici-molfetta.it/nella-global-sumud-flotilla-per-gli-aiuti-a-gaza-c-e-anche-nico-centrone-di-molfetta_61497.aspx
Stando alle prime ricostruzioni, il convoglio sarebbe stato fermato a un posto di blocco nei pressi di Sirte, nella Libia orientale, da miliziani riconducibili al generale Khalifa Haftar, mentre tentava di proseguire verso il confine egiziano. Da allora si sarebbero interrotti i contatti con dieci attivisti, tra cui due cittadini italiani.
Fra le persone coinvolte figura proprio Centrone, molfettese e già attivo nelle iniziative del Coordinamento Molfetta per la Palestina. A raccontare gli sviluppi della vicenda è stata Sara Suriano, 33 anni, originaria di Andria e presente anche lei nella missione umanitaria, la quale ha riferito che Consolato e Ministeri si sono già mobilitati per raccogliere informazioni e favorire la liberazione del gruppo.
Secondo le ultime notizie i partecipanti al convoglio via terra della Global Sumud Flotilla, tra i quali figurano anche gli italiani Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, sembra siano in attesa di essere ascoltati dal Tribunale di Bengasi. A confermarlo sono state alcune fonti legali legate alla missione umanitaria. I contatti con il gruppo si erano interrotti nella serata del 24 maggio, dopo l’arrivo nei pressi di un checkpoint a Sirte, dove gli attivisti stavano cercando di ottenere il via libera per proseguire il viaggio.
Secondo quanto riferito, le autorità li avrebbero classificati come immigrati irregolari per essere entrati nella zona senza le necessarie autorizzazioni di sicurezza. Per questo motivo non si esclude un’espulsione già nelle prossime ore.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha fatto sapere di monitorare con attenzione l’evolversi della situazione, spiegando che il Governo è impegnato a tutelare i cittadini italiani coinvolti. Ha inoltre precisato che sono in corso contatti con le autorità di Bengasi e che gli attivisti dovrebbero comparire davanti a un giudice nella mattinata. “Stiamo lavorando per riportarli quanto prima in Italia, anche se il contesto libico resta particolarmente delicato”, ha dichiarato.
© Riproduzione riservata