Il Comune di Molfetta vuole “spegnere” piazza Principe di Napoli, i cittadini si ribellano e fanno una petizione
MOLFETTA – L’amministrazione comunale di Molfetta, come accade spesso, vuole abbandonare piazze e giardini al loro destino.
Dopo aver speso migliaia di euro per restaurarle, le piazze e i giardini vengono abbandonate a se stesse, ai vandali, alla sporcizia.
Non sfugge alla brutta abitudine amministrativa anche Piazza Principe di Napoli, dove si sta cercando di mettere in difficoltà un’attività commerciale come “Erbavoglio” che anima la zona con le sue iniziative culturali e musicali.
Ma c’è sempre il buontempone ignorante che si mette di traverso e cerca di ostacolare questa meritoria attività, inventandosi improbabili disturbi.
Così è avvenuto per un recente concerto, quando “Erbavoglio” è stata multata pesantemente dai vigili urbani, sempre pronti a sanzionare per fare cassa al Comune. Ma i cittadini si sono mobilitati e hanno raccolto la somma necessaria a pagare la multa. Classica figura barbina di un’amministrazione decapitata con la sospensione del sindaco, ma attaccata tenacemente alle poltrone (e… agli stipendi).
Ora alcuni cittadini di Molfetta hanno deciso di fare una petizione per chiedere che la piazza non venga spenta.
Ecco il testo della petizione:
«Le sottoscritte e i sottoscritti cittadine e cittadini, ai sensi degli artt. 61 e 62 dello Statuto Comunale di Molfetta, chiedono che Piazza Principe di Napoli resti viva e non venga spenta.
Negli anni la piazza ha subito molte trasformazioni: dapprima piazza mercatale, nel cuore di un centro urbano florido; successivamente, agli inizi degli anni Duemila, trasformata in uno spazio senza identità. È allora che ha avuto inizio un processo di abbandono e degrado, fino a diventare luogo segnato da presenze poco rassicuranti ed episodi che hanno generato timore e allontanato molte persone.
Dal 2013, con l’apertura di “Allèmmérse”, caffè letterario sorto nello stesso locale che oggi ospita Erbavoglio, la piazza ha ricominciato a essere presidiata, anche se la piena vivibilità dello spazio non era ancora garantita. Allèmmérse ha chiuso nel gennaio 2019; Erbavoglio ha aperto nel luglio dello stesso anno. Poi la rinascita, con i lavori di riqualificazione conclusi nel 2020.
Da allora la presenza di attività culturali e sociali, in particolare quelle promosse da Erbavoglio, non solo ha garantito cura e presidio della piazza, ma ha anche generato una comunità di persone di età ed esperienze diverse, che qui hanno trovato un punto di riferimento.
Il quartiere con Erbavoglio è tornato a essere vivo e accogliente. Si è creato un ecosistema urbano che include, unisce e anima la vita cittadina. Gli eventi organizzati sono appuntamenti per bambini e adulti, capaci di dare nuova energia a uno spazio che altrimenti sarebbe rimasto spento.
Nei quattro giorni di chiusura del locale, durante il periodo di Ferragosto, la piazza era spettrale: nessuno sedeva nemmeno sulle panchine. È dunque evidente che la presenza di iniziative culturali e sociali è condizione indispensabile affinché la piazza continui ad essere luogo di incontro, comunità e sicurezza.
CHIEDIAMO:
- che si consenta a Erbavoglio Bistrot di organizzare le proprie iniziative culturali e musicali, sempre entro la mezzanotte, nel rispetto della convivenza civile e del diritto al riposo;
- che il Comune si doti di un regolamento chiaro e condiviso, consentendo lo svolgimento di eventi musicali e culturali fino alla mezzanotte, garantendo così un equilibrio tra vitalità urbana e diritto al riposo;
- che l’Amministrazione comunale si faccia carico di un progetto di animazione culturale della piazza, concordando con chi la vive ogni giorno un calendario condiviso e coordinato di iniziative.
La musica, l’arte e la socialità sono beni comuni: Piazza Principe di Napoli deve restare un luogo vivo, aperto e inclusivo per tutta la comunità».
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