Recupero Password
Il boomerang della sanzione al locale “Erbavoglio” a Molfetta. Amministratori inadeguati e la vicenda diventa un caso
Corrado Minervini e il suo staff
29 agosto 2025

MOLFETTA - L’amministrazione comunale di Molfetta, tranne che per le manifestazioni estive, non si può dire che faccia annoiare i cittadini con polemiche continue che confermano l’inadeguatezza di chi governa la città in assenza del sindaco Tommaso Minervini, sospeso dalla magistratura.

L’ultimo caso esploso nei giorni scorsi è quello del locale “Erbavoglio” gestito da Corrado Minervini, esponente politico del Movimento “Rinascere” schierato all’opposizione di sinistra nel consiglio comunale.

La Polizia Locale, che sembra avere una propensione per le multe, incentivate anche da un provvedimento della giunta comunale che prevede che gli straordinari dei vigili urbani vengano pagati con i proventi delle multe, hanno deciso di comminare una sanzione di oltre 1.000 euro (se pagata subito, altrimenti l’importo cresce) al locale di Minervini, per una presunta mancanza di perizia fonometrica sulla strumentazione di una band che doveva esibirsi in piazza Principe di Napoli, dove si trova il locale “Erbavoglio”.

Quello che appare più grave nella foga sanzionatoria è che il concerto non era cominciato e non si è fatto. Una multa preventiva? Una sanzione legata alla posizione politica di Corrado Minervini? Un errore di valutazione? Un eccesso di zelo?

Una misura preventiva, che contribuisce ad aumentare l’impopolarità della Polizia Locale nella cittadinanza con la quale non è mai riuscita a stabilire un rapporto empatico, non tanto per colpa delle multe, ma per l’atteggiamento arrogante degli stessi vigili urbani nel confronto con i cittadini. La stessa attenzione viene rivolta ad ambulanti abusivi o che sforano negli spazi consentiti, alle automobili con radio a tutto volume che sfrecciano al lungomare e in città e quant’altro.

Parliamo di questa vicenda quasi paradossale che è il sintomo del clima che si vive a Molfetta e delle stonature di quest’amministrazione “decapitata” anche negli uffici comunali e che si ostina ad andare avanti, dimostrando, a cominciare dal sindaco Tommaso Minervini, un attaccamento alle poltrone senza precedenti.
Il sospetto o il dubbio di una reazione politica dell’amministrazione verso avversari dell’opposizione sembra legittimo, considerato che questo locale anche in passato è stato oggetto di sanzioni fuori posto e fuori misura.

E così, l’ennesima sciocchezza dell’amministrazione “ciambotto”, alla fine si è rivelata un boomerang, a conferma dell’inadeguatezza di amministratori che danno l’impressione di essere più impegnati sui social che nel lavoro di giunta, per risolvere i grossi problemi della città, in un momento di caos e confusione per l’assenza del sindaco, sospeso dalle funzioni dall’autorità giudiziaria.

E’ lo stesso Corrado Minervini a dichiararsi sorpreso dell’accaduto ringraziando per la solidarietà e il sostegno i cittadini (hanno raccolto oltre mille euro per pagare la sanzione dei vigili urbani).

Ecco le sue parole: «Spiegherò presto con chiarezza cosa è accaduto in Piazza Principe di Napoli. Nel frattempo, però, desidero ringraziare di vero cuore tutti voi per la solidarietà e la vicinanza che mi state dimostrando.

Siete tantissimi: sui social, per telefono, su WhatsApp, di persona. Vi abbraccio e vi sono profondamente riconoscente. Una riconoscenza motivata.

Perché leggo e sento che il nostro lavoro, lento e silenzioso, nutre questa piazza e questa città.

Perché viene riconosciuto il valore non solo della musica dal vivo, ma soprattutto dell’incontro, della socialità, dell’accoglienza. Piazza Principe di Napoli è diventata un ecosistema di sorrisi e solidarietà: chi la vive lo sa, così come i residenti. Le attività sane rendono sano un territorio. E questa piazza oggi è viva, presidiata, ricca di valori buoni.

Ci hanno contestato di non possedere una perizia fonometrica per la strumentazione della band. Lo hanno fatto alle 20.30, durante il sound check. Il concerto non si è tenuto e, quindi, è evidente che non si siano superati i limiti sonori. Eppure ci è stata comminata una sanzione di 1.000 euro (se pagata subito). Questa è la sintesi: i dettagli li spiegheremo meglio.

Qui, a caldo, voglio ribadire solo due cose:

  1. Se questa sanzione fosse legittima, significherebbe che a Molfetta non possono più svolgersi concerti nei locali. Chiedete a un musicista se sia pensabile fare una perizia per ogni esibizione.
  2. La musica non è il male.
E allora, in questa città di abusi e arroganza, di deserti spacciati per paradisi, di solitudini e ferite, chiedo al buon senso collettivo:

LIBERACI DAL MALE!»

Il vice sindaco Nicola Piergiovanni, attraverso l’Ufficio propaganda comunale si è affrettato a diffondere la seguente nota: «In merito alla recente polemica divampata in seguito alla sanzione elevata dalla Polizia Locale e al conseguente divieto di svolgimento di uno spettacolo musicale in piazza Principe di Napoli, si specifica che: l’intervento della Polizia Locale si è reso necessario a seguito di un esposto presentato da residenti della zona.

Giunti sul posto, gli operatori hanno riscontrato l’assenza di una perizia fonometrica necessaria a certificare il rispetto dei limiti acustici previsti dalla legge, nonché un’occupazione di suolo pubblico priva di regolare autorizzazione. Di conseguenza, è stata elevata la sanzione prevista e disposto il divieto di svolgimento dello spettacolo musicale programmato».

«L’assessore alla Polizia locale, Caterina Roselli comprende il disappunto espresso dal titolare dell’esercizio, al quale – soprattutto nel periodo post-pandemico – è stato garantito ampio sostegno. Tuttavia, è doveroso ribadire – aggiunge – che l’azione della Polizia Locale si svolge in piena autonomia e nel rispetto delle competenze attribuitele dalla legge. Nessuna interferenza è ammessa o possibile da parte dell’Amministrazione, che ha il dovere di assicurare l’applicazione imparziale delle regole, a tutela della convivenza civile e del rispetto reciproco tra cittadini, operatori commerciali e residenti».

Dicevano i latini nella loro saggezza: excusatio non petita, accusatio manifesta, scuse non richieste, accuse manifeste.

Fra i commenti più interessanti, ne citiamo solo uno emblematico, quello dell’ing. Corrado La Forgia. I cittadini che protestano parlando della musica a tutto volume per Battiti live e degli altri schiamazzi notturni non sanzionati, hanno espresso solidarietà a Corrado Minervini. A questo punto, accortosi del boomerang della sanzione per l’amministrazione comunale, l’assessore alla P.M. Caterina Roselli, della giunta amministrata da Piergiovanni, è intervenuta con un comunicato che è una foglia di fico, perché cerca di spiegare l’inspiegabile.
Ecco la nota inviata da Corrado La Forgia al Comandante dei VV. UU. di Molfetta.

«Apprendo dai Social di una multa da 1000 Euro comminata al locale dell’amico Corrado Minervini per la mancanza di perizia fonica prima di esibizione di musica dal vivo. Essendo ignorante in materia, aspetto che le carte chiariscano i riferimenti e le interpretazioni. Ho delle perplessità profonde su tutta la vicenda ma aspetterò le evidenze per dare un giudizio definitivo.

Prendo però spunto da questo episodio, per chiederLe di avere (e sono certo che lo farà) lo stesso metro di misura per tutti.

E per non generalizzare, Le chiedo di intervenire su chi, in maniera del tutto incivile, guida con volume alto in giro per la città.

Oltre che molto sgradevole, la cosa può essere assai pericolosa (se il guidatore non percepisce le situazioni dello spazio che lo circonda).

Ho fatto una piccola analisi e ho scoperto che i riferimenti di legge ci sono.

Sono certo che Lei saprà farli applicare.

Cordialmente».

Altro commento da rilevare, quello di Michele De Musso: «Molfetta che... tristezza!!!! Andando in giro a suonare per la Puglia, non capisco perché Molfetta deve rimanere sempre indietro. Si lasciano libere le piazze di spaccio alla luce del sole e si puniscono i centri di aggregazione. Forse perché, a differenza dei primi, non sono un bacino elettorale facilmente negoziabile».

Al vice sindaco Piergiovanni e all’amministrazione comunale replica lo stesso Corrado Minervini: «Abbiamo letto con sorpresa una nota stampa diffusa dall’Amministrazione comunale sulla vicenda che ha riguardato Erbavoglio e il concerto previsto venerdì scorso in piazza Principe di Napoli (che, lo ribadiamo, non ha avuto luogo).

Sorprende questa inusuale attenzione nei nostri confronti, che alimenta il timore di interferenze non trasparenti.
Non sorprende, invece, la superficialità delle dichiarazioni dell’assessore Roselli, che evidentemente parla per sentito dire, non sulla base di una lettura attenta dei verbali e delle normative.

Faremo chiarezza, ma intanto è bene fissare alcuni punti a tutela mia, dei miei collaboratori e dell’azienda che ho l’onore di dirigere:

  1. Perizia fonometrica – Erbavoglio Bistrot è dotato di una perizia sulle emissioni sonore esterne che copre le normali attività e la gran parte delle iniziative culturali e ludiche che organizziamo.
  2. Mancanza di ordinanza comunale – Molfetta non ha emesso alcuna ordinanza per regolare le emissioni sonore, al contrario di tutte le altre città. Basterebbe fissare un orario limite (mezzanotte, l’una, le due) per bilanciare diritti dei residenti e vita sociale.
  3. Gli esposti – L’assessore parla al plurale. Sarà nostro dovere chiedere ufficialmente di conoscere numero e contenuti degli esposti. Intanto, resta la domanda: l’intervento delle forze dell’ordine è stato proporzionato?
  4. Nessun divieto alla musica dal vivo – Non esiste alcun divieto a Erbavoglio di fare musica. La decisione di sospendere l’evento è stata nostra scelta di responsabilità.
  5. Perizia sugli strumenti della band – Il verbale richiede una perizia fonometrica sulla strumentazione della band. Se fosse regola generale, significherebbe che ogni musicista dovrebbe produrre una perizia ad hoc prima di suonare in un locale: una follia.
  6. Occupazione suolo pubblico – Il mio dehors è regolarmente autorizzato e concesso, con gli atti di concessione esposti (così come prevede la normativa). I vigili hanno interpretato come “nuovo dehors” lo spostamento di due tavolini dietro la band. Un’interpretazione paradossale. Invito chi si occupa delle note stampa del Comune e degli assessori ad essere certi prima di rischiare di diramare informazioni diffamatorie.
  7. Priorità amministrative – È sconcertante che si trovi il tempo di diffondere note stampa contro un locale, facendo predicozzi sulle regole, mentre la città affronta problemi ben più gravi e irrisolti, soprattutto in materia di legalità.
Infine, due chiarimenti:

  • Aiuti Covid – Erbavoglio non ha ricevuto alcun aiuto dall’Amministrazione Comunale durante il Covid. Peraltro noi eravamo anche esodati dai ristori. Dopo il lockdown, come tutti gli esercenti, abbiamo ottenuto solo l’ampliamento temporaneo del suolo pubblico. E successivamente ci sono state negate altre possibilità di ampliamento. Invito l’Assessora a non parlare per sentito dire e farsi una passeggiata per verificare ad oggi i “residui” delle autorizzazioni Covid.
  • Chiarezza normativa – Invito il comandante Aloia e il segretario generale Lozzi a verificare la correttezza delle fonti normative utilizzate nei verbali, per evitare interpretazioni arbitrarie che rischiano di danneggiare non solo Erbavoglio, ma l’intero tessuto culturale cittadino.
La domanda che resta è semplice:
Si vuole impedire a Erbavoglio di fare musica dal vivo? Ci avete preso di mira per qualche ragione?

Il problema riguarda solo la musica o ci sono altri aspetti che non vi vanno bene?

Forse sarebbe il caso che l’Amministrazione si facesse carico delle vere problematiche di una città oggi spenta come Molfetta, adottando misure e contromisure per rianimarla, non provvedimenti che finiscono per avere un effetto punitivo e che soffocano la vitalità della comunità».

Colpiti e affondati, è il caso di dire. L’indignazione dei cittadini per questa misura impropria (col sospetto di essere “mirata” come sostengono alcuni sui social) conferma l’ennesimo scivolone della Polizia Locale della giunta “ciambotto” che viaggia contro la città ma verso il record di gaffes amministrative.

Se questo periodo di sostituzione del sindaco da parte del vice Nicola Piergiovanni, doveva costituire una prova per la sua aspirazione a candidarsi a sindaco, il risultato non appare incoraggiante.

© Riproduzione riservata

Nominativo
Email
Messaggio
Non verranno pubblicati commenti che:
  • Contengono offese di qualunque tipo
  • Sono contrari alle norme imperative dell’ordine pubblico e del buon costume
  • Contengono affermazioni non provate e/o non provabili e pertanto inattendibili
  • Contengono messaggi non pertinenti all’articolo al quale si riferiscono
  • Contengono messaggi pubblicitari
""
Quindici OnLine - Tutti i diritti riservati. Copyright © 1997 - 2025
Editore Associazione Culturale "Via Piazza" - Viale Pio XI, 11/A5 - 70056 Molfetta (BA) - P.IVA 04710470727 - ISSN 2612-758X
powered by PC Planet