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Giovanni Infante (Rifondazione Molfetta): l’amministrazione comunale comunica dati non corretti sulla raccolta rifiuti
Giovanni Infante
07 marzo 2025

 MOLFETTA – «Si è tenuto il Consiglio Comunale monotematico sul tema della gestione dei rifiuti, convocato su richiesta di tutti i consiglieri di opposizione, con me come primo firmatario. Abbiamo ritenuto necessario convocare il Consiglio per discutere dei dati relativi alla raccolta differenziata, che, dopo anni di percentuali superiori al 70%, sta purtroppo scendendo inesorabilmente verso la soglia minima del 65%, registrando inoltre un aumento dei rifiuti indifferenziati destinati allo smaltimento – scrive il consigliere dell’opposizione di sinistra Giovanni Infante (Rifondazione) -. 

È emerso in modo curioso il tentativo del Sindaco e della Presidente dell'ASM di mistificare i dati sulla raccolta differenziata, sbandierando ai quattro venti un incremento di quasi 5 punti percentuali rispetto al 2023. Peccato che lorsignori abbiano sommato ai dati della raccolta dei rifiuti dell’anno appena concluso, i dati forniti da alcune aziende che insistono sul nostro territorio rinvenienti da rifiuti – prevalentemente carta e plastica – avviati a recupero in maniera autonoma e senza avvalersi del servizio di raccolta dell'ASM. Legittima come operazione ma fraudolenta, poiché non si è tenuto conto dei dati di queste stesse aziende nel confronto tra i dati del 2023 e quelli del 2024, facendo sembrare che la percentuale di raccolta differenziata fosse aumentata, quando in realtà è diminuita. 

Sindaco e Presidente omettono inoltre di ricordare che ogni Comune paga un'Ecotassa regionale, scaglionata in base alla percentuale di rifiuti differenziati. Una riduzione del 30% si applica quando la percentuale supera il 65%, mentre una riduzione del 40% si ha quando si raggiungono numeri superiori al 75%. La normativa consente di includere anche i dati delle imprese locali per il calcolo di questa percentuale. Se dal 2018 al 2022 il Comune avesse incluso i dati delle aziende della zona industriale, come è stato fatto quest'anno, avremmo sfondato quota 75%, con un risparmio per le casse comunali di decine di migliaia di euro, risorse sottratte al miglioramento del servizio e alle tasche dei molfettesi che hanno dovuto subire persino un aumento della TARI, risultato dell'inadeguatezza dei nostri amministratori. 

Il Consiglio è stato anche l'occasione per discutere delle recenti dichiarazioni della Presidente dell'ASM riguardo l'introduzione dei cassonetti intelligenti e delle sue affermazioni sui social riguardo al superamento del sistema porta a porta. È importante ricordare all'Avv. Claudio che il piano industriale dell'ASM è di competenza del Consiglio Comunale, e nessun amministratore aziendale può stravolgerlo in totale autarchia. Non si tratta di essere ideologicamente favorevoli al porta a porta, ma siamo consapevoli che non esistono evidenze scientifiche che dimostrino che un altro sistema di raccolta possa ridurre maggiormente la frazione indifferenziata e i costi ad essa associati, sia economici che ambientali. 

Invitiamo anche i nostri amministratori a partire dai dati concreti e ad abbandonare l’approccio facilone di accarezzare i pochi molfettesi sporcaccioni, mortificando i tanti cittadini che si impegnano per rendere questa città più pulita e più vivibile. Lo sottolineiamo anche alla luce degli orientamenti recenti di ANCI e CONAI, che richiedono standard più elevati nella qualità della raccolta differenziata. Immaginate quali difficoltà sorgerebbero nel garantire un'alta qualità della raccolta se si passasse dalla gestione individuale dei mastelli, che responsabilizza ogni cittadino, alla raccolta indiscriminata nei cassonetti. E non ci si venga a parlare di accesso digitale ai cassonetti o di metodi di controllo: ci sono numerosi esempi in altre città che dimostrano chiaramente le difficoltà di questa scelta. 

Concludo ricordando che come gruppo politico Rifondazione comunista – Più di così non ci siamo limitati alla sola protesta su questo tema, già un anno fa avevo avanzato in Consiglio Comunale delle proposte concrete e documentate per ridurre i costi del conferimento della frazione umida e dei rifiuti indifferenziati.

In quell’occasione il Sindaco prese l’impegno di approfondire, tenuto conto che si prospettava un risparmio sulle casse pubbliche di circa 1,7/1,8 milioni di euro all’anno. Non mi risulta altro oltre una lettera inviata dal Sindaco ad AGER, rimasta senza risposta, un’inerzia inaccettabile e non perché non risponda alle sollecitazioni di Rifondazione, ma perché causa un danno all’intera città. Ecco, questo è quello che abbiamo provato a fare in questi anni di opposizione, proposte per una Molfetta migliore, spesso rimaste inascoltate, ma documentate e concrete, punto di partenza per la costruzione di un’alternativa di città che è sempre più urgente».

 

 

 

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