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Consiglio comunale di Molfetta, il sindaco Minervini smentisce se stesso: nomine per appartenenza e non per competenza
04 agosto 2022

MOLFETTA – Il sindaco di Molfetta, Tommaso Minervini, ancora una volta ha smentito se stesso. Dopo le dichiarazioni fatte al direttore di “Quindici”, Felice de Sanctis, nell’intervista pubblicata sul numero del mensile che è in edicola, in cui, ad un richiesta specifica del giornalista, affermava che le nomine degli assessori e dei dirigenti delle municipalizzate sarebbero state per competenza e non per appartenenza, i fatti si sono rivelati diversi. Basta associare assessori con deleghe e finisce l’incantesimo verbale.

Tutte le nomine, compresa l’elezione del presidente del consiglio comunale Robert Amato (conferma delle voci che già circolavano in città) sono state fatte per appartenenza, nella spartizione degli incarichi fra ben 11 liste della coalizione ciambotto 2 che, a voler essere buoni, si può definire di destracentro.
Ricordiamo assessori e deleghe, pià pubblicati: https://www.quindici-molfetta.it/nominata-la-giunta-comunale-di-molfetta-i-nomi-e-le-deleghe_53460.aspx

Ma quello che ha colpito di più nell’ufficializzazione delle deleghe nell'insediamento del nuovo consiglio comunale (deleghe già pubblicate il 1° agosto) è che Minervini sia riuscito a superare i timori degli assessori per eventuali avvisi di garanzia della magistratura, mantenendo su di sé quelle più delicate come bilancio, contratti, appalti pubblici e contenzioso, tutte deleghe che hanno portato nei cinque anni precedenti a pesanti interventi della magistratura, ancora in corso, con lo stesso sindaco indagato.

A tal proposito, per prudenza, è stato lasciato fuori della giunta l’assessore Antonio Ancona, anche lui indagato nell’inchiesta sull’appalto del nuovo mercato settimanale, ultima in ordine di tempo, dopo “Appaltopoli”.

Insomma, il sindaco si è fatto carico di maggior lavoro e maggiori rischi (com’è giusto che sia) e ha annunciato nelle linee programmatiche di puntare al lavoro «una parola scomparsa, ultimamente, dai ragionamenti partitici. Altra parola su cui declinare il mandato è l’ambiente: lavoro, crescita devono coniugarsi con l’ambiente».

Si è augurato che la campagna elettorale sia finita, anche se non sono mancati in consiglio interventi poco istituzionali e più elettorali, con attacchi anche a consiglieri comunali. Più sarcasmo che ironia. Non promette bene questo inizio di consigliatura.

Approfondiremo, come sempre, sul prossimo numero della rivista mensile “Quindici” alcuni degli aspetti emersi anche in consiglio comunale.
"Quindici", quello che gli altri non dicono.

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