COMUNALI MOLFETTA. IL COMMENTO. Minervini in testa, Mastropasqua insegue, Logrieco fuori della partita, ma determinante al sicuro ballottaggio. Gli scenari futuri
MOLFETTA – Lo spoglio delle schede elettorali a Molfetta per l’elezione del sindaco e del consiglio comunale è ancora in corso e le sezioni scrutinate sono molto poche, ma i primi dati, anche ufficiosi, vedono in testa il candidato del centrosinistra e area progressista Manuel Minervini con oltre 12 punti di vantaggio (46,93%) su quello delle liste civiche Pietro Mastropasqua (31,87%), mentre è già fuori della partita il candidato del centrodestra Adamo Logrieco con il 21,19%, con un risultato che comunque è oltre le previsioni e, per una coalizione di sole 3 liste, rappresenta un buon esito che diventa determinante in caso di ballottaggio quasi sicuro.
La partita fra 15 giorni, il 7 giugno, si giocherà fra Minervini e Mastropasqua. Per il primo c’è indubbiamente una soddisfazione per un risultato perfino oltre le aspettative, mentre il secondo deve ridimensionare le proprie previsioni, anche se sul ballottaggio potrebbe avere qualche chance in più potendo calamitare i voti di Logrieco.
Nelle prime dichiarazioni Azzollini e Logrieco hanno criticato Mastropasqua, sostenendo che il suo è stato un vero fallimento (default, l’ha definito l’ex senatore azzurro) che ha favorito il campo progressista (anche se la coalizione delle civiche si definisce impropriamente centrosinistra). Ma difficilmente il centrodestra potrà suggerire un voto a sinistra. Più probabile che lasci liberi gli elettori di scegliere. E nelle amministrative, soprattutto al ballottaggio, gli schieramenti politici contano poco, come è stato dimostrato nelle elezioni di Guglielmo Minervini e Paola Natalicchio.
Gli elettori di Minervini hanno scelto il nuovo in modo assoluto, mentre su Mastropasqua ha pesato la presenza di molte liste ed esponenti dell’amministrazione precedente di Tommaso Minervini (anche se in termini di voti di liste i numeri potrebbero essere più significativi).
C’è un’altra considerazione da fare: non si conoscono i voti delle liste, ma, come dicevamo, queste potrebbero tornare favorevoli a Mastropasqua, considerati i capi bastone e i detentori di pacchetti di voti più personali che politici, in grado di essere portati, nel loro consueto trasformismo, da una parte all’altra, secondo le convenienze politiche dei loro leader.
In questo caso, nell’ipotesi di elezione di Minervini, si potrebbe verificare un’ipotesi di anatra zoppa (un sindaco che non ha una maggioranza diversa dalla sua in consiglio comunale).
Insomma, uno scenario tutto aperto che rende difficile azzardare le previsioni e comunque trasferisce la partita ai tempi supplementari del ballottaggio. La differenza, comunque, come avvenuto per il referendum, la faranno i giovani che rappresentano una grossa chance per Manuel Minervini.
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Autore: Felice de Sanctis