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Anche a Molfetta arrivano gli “sceriffi”: dopo l’estate vigili urbani armati in giro per la città. Speranze e timori di un cittadino che scrive a “Quindici”
La Beretta calibro 21 che sarà data ai vigili urbani di Molfetta
25 agosto 2022

 MOLFETTA - «Finalmente arrivano gli sceriffi a Molfetta», scrive un lettore a “Quindici”. I nostri vigili urbani, infatti, subito dopo l’estate saranno armati e dovrebbero garantire sicurezza alla nostra città. Sono ben 25 uomini e donne pronti a dotarsi di pistole Beretta calibro 9x21.

Lo prevede una dirigenziale del 27 luglio scorso che autorizza l’acquisto, da un’armeria di Castellana, di 27 pistole Beretta modello PX4 storm full size tipe F con caricatore di scorta di 15 colpi e ulteriori confezioni da 50 pezzi di munizioni Fiocchi calibro 9x21 modello FMJ.

Il tutto costerà ai cittadini di Molfetta ben 24mila euro, spesa motivata dalla necessità di assicurare funzionalità delle attività e sicurezza degli operatori del corpo che potranno girare tranquilli la sera e anche la notte per presidiare la città.

Sono già 25 gli agenti che hanno cominciato l’addestramento all’uso delle armi e le esercitazioni nel tiro a segno di Bisceglie.

«Non avremo più rapine e furti negli appartamenti, potremo camminare tranquillamente anche di notte con la copertura degli sceriffi. Non ci saranno più episodi di bullismo, vandalismo, spaccio e risse, come avete denunciato voi di “Quindici”. Noi cittadini anche di periferia non avremo bisogno di pensare ad organizzare ronde private per assicurarci la sicurezza. Scomparirà anche la microcriminalità e gli sceriffi potranno impartire lezioni di comportamento a tutti i bulli che girano indisturbati. Un solo dubbio: li vedremo in giro i vigili urbani con la pistola alla cintola, oppure saranno nascosti nelle loro auto, per timore di essere a loro volta aggrediti? Noi cittadini, sempre più impauriti, attendiamo una risposta da “Quindici” e soprattutto dal sindaco Minervini», scrive il nostro lettore.

Per quanto ci riguarda, siamo stati sempre contrari sia agli “sceriffi”, sia alle ronde e soprattutto alle armi che creano più problemi di quelli che pretendono di risolvere. La soluzione non è nelle armi (al massimo si poteva adottare il taser, la pistola elettrica adottata dalla polizia si Stato, che comunque non ci piace e non è priva di rischi), ma in una migliore organizzazione del lavoro e del presidio di sicurezza che, sinceramente, non vediamo a Molfetta. Non è la pistola che crea l’autorità, ma il rapporto con i cittadini (oggi pessimo) che crea autorevolezza e rispetto della polizia locale.

Forse potremo sbagliarci (anzi, ce lo auguriamo), ma saranno i fatti a dimostrare se i nostri timori saranno fondati.
Ma ci viene anche un dubbio: non è che, per caso, questa storia delle armi serve solo per aumentare lo stipendio ad alcuni vigivili sceriffi, con un'indennità di rischio? Diceva Andreotti, un politico che se intendeva: "a pensare male, si fa peccato, però spesso ci si azzecca".

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