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ANALISI DEL VOTO alle comunali di Molfetta. Minervini grande successo personale, Mastropasqua più radicato territorialmente, Logrieco buon risultato (con Azzollini)
Manuel Minervini
26 maggio 2026

 MOLFETTA - A Molfetta il voto amministrativo consegna una città politicamente divisa in tre aree quasi equivalenti sul piano delle coalizioni, ma con un dato politico netto: Manuel Minervini arriva al ballottaggio da primo candidato, forte di una significativa capacità di attrazione personale, mentre Pietro Mastropasqua si conferma il polo più strutturato sul piano delle liste e del radicamento territoriale. Più arretrato invece il centrodestra guidato da Adamo Logrieco, che resta sotto il 20 per cento pur beneficiando di un importante voto personale. 

 

Su 56.472 elettori iscritti hanno votato 33.315 cittadini, con un’affluenza del 58,99 per cento. I voti validi sono stati 32.640. 

 

Manuel Minervini ha ottenuto 14.548 voti pari al 44,57 per cento, staccando Pietro Mastropasqua fermo a 11.765 voti, il 36,04 per cento. Più distante Adamo Logrieco con 6.327 voti e il 19,38 per cento. 

 

Ma il dato più interessante emerge dal confronto tra voti ai candidati sindaco e voti alle coalizioni. Minervini ha raccolto ben 2.418 voti in più rispetto alle sue liste, ferme complessivamente a 12.130 voti.   Si tratta del candidato con la maggiore capacità di attrarre consenso trasversale e voto disgiunto. Una parte consistente dell’elettorato ha scelto lui personalmente, anche senza sostenere le liste della coalizione.

 

Situazione opposta per Mastropasqua. Le sue undici liste raggiungono complessivamente 14.570 voti, cioè 2.805 in più rispetto al candidato sindaco.   È il segnale di una coalizione molto forte sul territorio, trainata da candidati capaci di mobilitare consenso personale, ma meno compatta sul nome del sindaco.

 

Anche Logrieco ottiene più voti della propria coalizione: il candidato del centrodestra prende 1.909 voti in più rispetto alle liste collegate, che totalizzano 4.418 preferenze.   Un risultato che mostra un consenso personale più ampio rispetto alla struttura politica che lo sosteneva.

 

Sul piano delle liste, il primo partito della città è “Mastropasqua Sindaco” con 2.076 voti, pari al 6,67 per cento. Seguono Rifondazione Comunista con 1.991 voti, “Azzollini per Logrieco Sindaco” con 1.974, Rinascere con 1.958, Partito Democratico con 1.933 e Fratelli d’Italia con 1.887. 

 

La coalizione di Minervini si regge su una distribuzione abbastanza equilibrata del consenso. Rifondazione Comunista è la lista più forte del campo progressista, seguita da Rinascere e Partito Democratico. Importante anche il contributo del Movimento 5 Stelle, che supera i 1.500 voti. 

 

Nel fronte Mastropasqua emerge invece una rete civica molto ampia e competitiva. “Mastropasqua Sindaco”, “Cuore Democratico”, “Molfetta Unita” e “Molfetta Popolare” superano tutte o sfiorano i 1.600-2.000 voti.   La forza della coalizione si vede anche nelle preferenze individuali.

 

Il candidato più votato in assoluto è Nicola Piergiovanni di Cuore Democratico con 1.084 preferenze.   Seguono Mariangela Azzollini con 924 preferenze nella lista collegata a Logrieco, Sergio de Candia con 801 nella lista “Mastropasqua Sindaco”, Dario La Forgia del Movimento 5 Stelle con 751 e Robert Amato di Molfetta Popolare con 732. 

 

Molto significativo anche il dato del voto solo al sindaco: 1.522 elettori hanno scelto esclusivamente il candidato sindaco senza indicare alcuna lista.   Un elemento che conferma la forte personalizzazione della competizione.

 

Il ballottaggio si apre quindi con due scenari differenti: da un lato Minervini, forte di un consenso personale molto ampio e trasversale; dall’altro Mastropasqua, sostenuto dalla coalizione numericamente più robusta e radicata. Sarà decisiva la capacità dei candidati di trasformare il voto disgiunto e il consenso civico in una maggioranza politica stabile per il secondo turno.

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