Al Liceo Scientifico “A. Einstein” di Molfetta si celebra la Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica
MOLFETTA - Parafrasando un motto molto caro ad un divulgatore scientifico dei nostri giorni “La fisica del quotidiano”, possiamo senz’altro dire che ogni giorno facciamo esperienza di come i principi della fisica moderna sono entrati a pieno titolo nella vita quotidiana e di cui ne sperimentiamo, a volte in modo inconsapevole, il notevole cambiamento grazie all’applicabilità dei principi fisici agli oggetto di uso comune: dal GPS, agli elettrodomestici, per poi passare agli strumenti di comunicazione.
È questo il senso che i docenti del Dipartimento di Matematica e Fisica e gli Studenti e le Studentesse del Liceo Scientifico “A. Einsten” vogliono dare all’appuntamento annuale sulla Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica che, oramai da anni, scandisce l’offerta formativa della Scuola come tentativo di attualizzare quelle conoscenze teoriche e rigorose di cui si caratterizzano la fisica e la matematica come scienze per eccellenza del Novecento.
A guidare docenti e alunni in questo percorso saranno due professori universitari: il prof. Marco Pappagallo, ex alunno del Liceo Scientifico e docente associato al Dipartimento Interuniversitario di Fisica dell’Università degli Studi di Bari, e il prof. Antonio Ancona, docente ordinario in “Fisica sperimentale della Materia” presso il Dipartimento di Fisica dell’UNIBA.
Il primo parlerà dei “Misteri dell’Universo attraverso le particelle elementari” che sono i costituenti fondamentali di materia e interazioni e che permettono di “indagare” sui misteri dell’Universo, dal Big Bang all’energia oscura. Attraverso acceleratori come il CERN e rilevatori di neutrini, la fisica moderna esplora l’origine della massa, l’asimmetria materia-antimateria e la natura della stessa. E il prof. Pappagallo Marco può senza dubbio portare la sua esperienza di ricercatore presso il CERN di Ginevra, avendo per tanti anni collaborato alle ricerche in tal senso nel rinomato laboratorio elvetico internazionale di fisica.
Il secondo relatore parlerà delle molteplici applicazioni che oggi ha il laser “La luce che lascia il segno: superfici intelligenti create con il laser”, attraverso la metodica della marcatura: quella pratica di lasciare un segno indelebile su una superficie, utilizzando un fascio di luce focalizzato. Infatti, mentre una comune lampadina emette luce composta da diverse lunghezze d’onda (che percepiamo come prevalentemente bianca), in direzioni diverse e non coerente, il laser emette luce coerente e monocromatica, marcando inevitabilmente le superfici e rendendole funzionali agli usi voluti.
È un’occasione per testare la straordinaria applicabilità dei principi della fisica alla vita quotidiana e per avere contezza, direttamente dalla voce di esperti e ricercatori, di come la scienza, oggi, è diventata performante anche nei suoi risvolti commerciali e lavorativi.
L’indubbia ricaduta a livello formativo e di orientamento di questi momenti spinge docenti e dirigenza, nella persona della preside prof.ssa Giuseppina Bassi, a valorizzare molto questi appuntamenti come giusto e coerente ampliamento dell’offerta formativa verso le classi terminali del percorso di studi che sono alle prese con decisioni importanti riguardanti il loro futuro e la loro professione. Un ringraziamento sincero e doveroso ai due docenti universitari che volentieri hanno dato la loro disponibilità e assicurato la loro competente presenza.