L’Anpi di Molfetta ricorda il 48° anniversario di Benedetto Petrone, operaio barese diciottenne ucciso dai neofascisti
MOLFETTA - L’omicidio di Benedetto Petrone ha costituito uno spartiacque nella storia degli anni ’70 baresi. I fatti del 28 novembre 1977 e le successive giornate di mobilitazione restarono e restano impresse nella memoria collettiva della città e molte domande rimangono ancora senza precise risposte: perché fu proprio Benedetto ad essere ucciso? Chi armò la mano dei neofascisti? Chi furono i mandanti?
Nell’immediato, si tentò di accreditare la tesi degli “opposti estremismi”: la Gazzetta del Mezzogiorno del mattino successivo titolò: “Squadraccia missina uccide a Bari giovane comunista”, ma già nella seconda edizione il titolo diventerà più ambiguo: “Feroce aggressione a Bari: giovane comunista ucciso da estremisti di Destra”.
Tutta la Puglia si riversò su Bari, un popolo antifascista di tutte le età (oltre 30 mila persone), diede vita ad una grande manifestazione.
Nell’anno successivo iniziò il processo. Il Movimento sociale tentò di prendere le distanze dall’accusato, Giuseppe Piccolo, che definì “mentalmente instabile”. Dopo due anni, il Piccolo venne condannato a 22 anni mentre i suoi complici godettero di ampi sconti di pena. A distanza di 48 anni, il procedimento Petroni-bis di opposizione alla richiesta di archiviazione è stato ulteriormente rinviato.
La sezione Anpi (Associazione partigiani) di Molfetta ricorda il giovane operaio con la deposizione di una corona all’interno dello stadio a lui dedicato, in memoria di quel ragazzo barese che non riuscì a correre sull’asfalto bagnato per sfuggire ai suoi carnefici a causa della sua disabilità. La cittadinanza è invitata venerdì 28 novembre alle 16.30.
Un libro ne ricorda la violenta scomparsa e la successiva ricerca di giustizia. Il testo di Vincenzo Colaprice, “Benedetto Petrone. Storia di una generazione e di un delitto”, ricostruisce i fatti del 28 novembre ’77 e le successive giornate di mobilitazione. Il volume prova a riflettere sugli snodi relativi al delitto, all’interno del complesso scenario degli anni di piombo in Italia e in Puglia.